L’ultima di Gallera, il maratoneta fuorilegge. Corsetta in compagnia e fuori dai confini del Comune. Per l’assessore ai disastri lombardi due violazioni in una

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Bella e nobile la frase che Giulio Gallera (Forza Italia) ha postato in alcune foto autolesioniste pubblicate domenica su Facebook: “Oggi 20 km lungo il naviglio Martesana – la maratona è maestra di vita – stringere i denti e non mollare mai”. Peccato che l’assessore regionale della Lombardia (zona arancione) la passeggiatina se la facesse fuori dai confini del suo comune, cioè quello di Milano e per di più, stando ad altre foto che l’incauto aveva postato su Instagram con dei compagni di corsa. Insomma ben due violazioni del Dpcm in una botta sola. Complimenti.

Gallera, ricordiamolo, è stato l’assessore coinvolto anche nella disastrosa gestione della prima ondata virale e più volte sono state chieste le sue dimissioni inutilmente. L’assessore farfallino si è giustificato dicendo che non si era accorto di aver attraversato involontariamente il confine del suo comune, cosa impedita dal fatto appunto che la Lombardia è in zona arancione. Certo, questo fatto può accadere, ma non può accadere all’assessore alla Sanità che di quelle regole dovrebbe essere il primo e ossequiosissimo garante ed oltretutto c’è l’aggravante di aver pure postato le foto sui Social. Questo il senso del rispetto delle regole che ci fa facilmente presagire cosa sarebbe accaduto in passato o cosa potrebbe accadere in futuro se tale gente governasse a livello nazionale.

Con la pandemia non si scherza e se l’oltrepassare il confine correndo può essere ritenuto un male minore non lo è certo l’assembramento realizzato con i suoi amici per la foto di rito, tutti rigorosamente senza mascherina e quindi ad altissimo rischio, per di più ansimavano per la corsa, di trasmettere il Covid. Gente irresponsabile perché poi la popolazione segue l’esempio di chi li governa e vedendo i quattro allegri fratacchioni senza mascherine andarsene a zonzo nei comuni limitrofi farà altrettanto, producendo altri contagi.

La toppa poi messa dall’assessore è classicamente peggio del buco: “Ero sovrappeso”, afferma il politico facendosi un’altra bella risata e non sentendo minimamente la necessità di dimettersi dal suo delicatissimo ruolo istituzionale in una regione, la Lombardia, che non solo è stata la più martoriata in Italia dall’epidemia, ma continua ad esserlo anche ora.