Ultima sfida di Camilleri alla vita. Amato per Montalbano. Gli screzi con Salvini. Stava preparando uno spettacolo alle Terme di Caracalla

di Raffaella Guadagno
Cultura

Vorremmo tutti tirare un sospiro di sollievo, invece le condizioni di Andrea Camilleri restano critiche. Lo scenario che arriva dall’ultimo bollettino dell’Ospedale Santo Spirito di Roma, dove lo scrittore siciliano è stato ricoverato d’urgenza ieri per un arresto cardiocircolatorio, specifica che l’inventore del Commissario Montalbano è in prognosi riservata, attaccato a una macchina per respirare. Solo qualche giorno fa, prima che le sue condizioni fisiche peggiorassero, Camilleri si stava preparando per essere per la prima volta alle antiche Terme di Caracalla di Roma, il 15 luglio, con lo spettacolo che racconta la sua Autodifesa di Caino, perché lui, nonostante la carta d’identità reciti: 6 settembre 1925, non si è fermato mai.

OLTRE I CONFINI. “Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio canto, passare tra il pubblico con la coppola in mano” ha detto più volte lo scrittore. E infatti è da poco è uscito in libreria anche il suo ultimo lavoro, Il cuoco dell’Alcylon, un altro giallo con cui ha scalato nuovamente le classifiche posizionandosi al primo posto. Giorni fa, Camilleri battagliava con il vicepremier Matteo Salvini. Allo scrittore non era piaciuta la decisione del leader leghista di usare il rosario in campagna elettorale. “Mi dà un senso di vomito”, aveva dichiarato.

Ma dalla cattedra a Montalbano il Maestro ha fatto di tutto. I suoi libri sono stati tradotti in 120 lingue, i suoi racconti hanno venduto oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo e non si contano i riconoscimenti. Scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo e docente ha scavalcato le barriere dei confini nazionali. La passione per la letteratura nasce nel 1947, quando inizia a frequentare assiduamente la biblioteca comunale di Enna. Nel 1949 viene ammesso all’Accademia di Arte drammatica Silvio d’Amico di Roma come unico allievo regista. Da allora ha firmato la regia di più di 100 opere, soprattutto di drammi di Pirandello.

Entra in Rai nel 1957, mentre il debutto nella narrativa arriva nel 1978 con Il corso delle cose. Ma il nome di Camilleri è indissolubilmente legato alla figura del commissario Montalbano, personaggio che appare per la prima volta nel 1994 quando pubblica La forma dell’acqua e portato alla ribalta dalla serie Rai nel 1999. Dopo la notizia del suo ricovero, l’hashtag #Camilleri è schizzato in testa ai trending topic italiani, con tantissimi messaggi di vicinanza al maestro che si sono diffusi su Twitter tra vip e gente comune, compreso Fiorello. Tutti in attesa di buone notizie. Anche perché il gran finale della saga di Vigata è pronto, come lui stesso ha detto più volte, e aspettiamo tutti che sia svelato.