Un altro medico aggredito a Napoli. E’ il terzo caso in poche ore. A Sassari un’ambulanza del 118 distrutta da un petardo

dalla Redazione
Cronaca

“Ancora un paziente psichiatrico, ancora una collega donna aggredita! Siamo alla terza aggressione in 48 ore, siamo in piena guerriglia urbana! Il 2020 è iniziato proprio male per la sanità partenopea! È di pochi minuti fa la notizia che una collega (medico) del 118, postazione aeroporto, è stata insultata e strattonata da un paziente psichiatrico”. E’ quanto riferisce sulla sua pagina Facebook l’associazione Nessuno tocchi Ippocrate dando notizia di una nuova aggressione ai danni di un medico di Napoli, dopo le due dei giorni scorsi.

“Dal racconto della collega – prosegue il post della stessa associazione -: l’aggressione è avvenuta fuori al San Giovanni Bosco. Lo avevo portato dentro per il colloquio con la collega psichiatra, è uscito eludendo ogni controllo, l’ho rincorso, mi ha visto e mi ha afferrata per un polso trascinandomi verso l’ambulanza. Mi sono liberata con forza e poiché ho visto che ero da sola, gli ho dato le spalle per scappare dentro il nosocomio, lui mi ha afferrata per la giacca facendomi perdere l’equilibrio. Per fortuna i presenti (parenti dei ricoverati) – conclude il medico – mi hanno aiutato a rialzarmi e mi hanno difeso da ulteriori attacchi.”

A Sassari, invece, è stato lanciato un petardo contro un’ambulanza che è bruciata. “Il 118 nazionale ha bisogno, urgentissimo, di cambiare pagina, di essere sostenuto dalle istituzioni” commenta il presidente nazionale del Sistema 118, Mario Balzanelli, rendendo noto il nuovo atto di violenza. Per il presidente del 118 è essenziale chiarire che “un mezzo di Soccorso del Sistema 118 è uno strumento prezioso al servizio della comunità, al servizio di tutti”. “Ed è impensabile – aggiunge Balzanelli – ritenere che possa avere senso esprimere un qualsivoglia messaggio, sia pure di protesta, o anche di cieca esplosione di rabbia, distruggere una ambulanza che compie la sua fatica quotidiana, insieme agli operatori, semplicemente salvando vite”.