Un bilancio sotto gli occhi di tutti

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di Gaetano Pedullà

Alla fine Renzi cosa dice di diverso da quello che dicono tutti? Niente. Vogliamo allungare le orecchie in una discussione nei bar? O sentire l’aria che tira su un autobus o al mercato? Tutti dicono che dalle elezioni a oggi la politica non ha combinato nulla. Solo litigi, brutte figure, tasse e promesse. Provateci a inserirvi nelle conversazioni spiegando che è sceso lo spread. Se va bene vi linciano. In dieci mesi abbiamo visto 5 ministri vacillare o abbandonare la poltrona (Idem, Alfano, Cancellieri, Fassina e De Girolamo). Abbiamo visto il Tesoro chiedere indietro i soldi agli insegnanti, aumentare l’Iva e salire le imposte sulla casa mentre disoccupazione e debito pubblico raggiungevano il record storico e i consumi insieme al credito bancario il minimo di sempre. Come definire questi dieci mesi se non un fallimento? Napolitano, per una non meglio precisata Ragion di Stato ha imposto un governo innaturale, frutto di un’alleanza tra forze contrapposte che di fatto non è riuscita ad andare oltre la sola sopravvivenza dell’Esecutivo. Una pacchia per le lobby, che in Parlamento hanno fatto il bello e cattivo tempo (la macchia del decreto Salva Roma resterà negli annali). Preso atto che l’esito delle ultime elezioni non consentiva nessuna maggioranza capace di fare le riforme imprescindibili per il Paese, bisognava tornare subito alle urne (come solo questo giornale dice dal primo giorno). Meglio con una nuova legge elettorale che poteva essere approvata in poche settimane, ma al limite anche con un sistema orribile (e pochi mesi dopo dichiarato incostituzionale) pur di non perdere tutto il tempo che abbiamo perso. Tempo prezioso, durante il quale i Paesi che hanno una governo vero hanno fatto importanti riforme e ora guardano con logico ottimismo la ripresa. Qui invece si è tirato a campare. E se domani Renzi e Berlusconi non troveranno l’accordo sul nuovo modello elettorale, chissà ancora per quanto resteremo nella palude. Il Pd che critica il suo segretario lo sa bene. Ma evidentemente a tanti l’immobilismo va bene. Purché salvino la poltrona.

 

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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