Un Delfino d’oro a Malagò per consolarsi dalla delusione di Roma 2024. Il Presidente del Coni premiato per Giochi del Mediterraneo

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Giovanni Malagò ha gettato la spugna annunciando la rinuncia ufficiale alla candidatura di Roma 2024. Poco male perché il presidente del Coni potrà consolarsi con il Delfino d’oro ritirato lunedì a Pescara. La Giunta guidata dal sindaco Marco Alessandrini, infatti, ha deciso di conferirgli il premio perché Malagò ha contribuito al bene della città: “Pescara ringrazia un cuore capace di far battere le sue migliori energie e accoglie un prestigioso compagno di viaggio”, si legge nelle motivazioni ufficiali, “il quale, dentro e fuori dai confini nazionali, ha fatto in modo che divenisse davvero la porta e il centro del Mediterraneo”. Il premio è un tributo per i Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia che nel 2015 hanno visto la luce con la prima edizione in assoluto che si è tenuta proprio nella città adriatica. E a cui il Coni ha contribuito.

QUESTIONE DI NUMERI – Una premiazione in pompa magna. Una di quelle che tanto piacciono a Malagò che così, almeno in Abruzzo, ha potuto gonfiare il petto dopo la sonante bocciatura a 5 Stelle. Ma nemmeno la passerella di Pescara è stata priva di polemiche. Il Movimento 5 Stelle è tornato a denunciare “maggiori spese per 235mila euro sul capitolo relativo ai fondi del Comitato Giochi del Mediterraneo sotto forma di un debito fuori bilancio per il Comune di Pescara”. Enrica Sabatini, capogruppo dei pentastellati ha spiegato, inoltre, che è stata presentata una richiesta di commissione speciale di indagine in merito al buco generato dai Giochi. Chi era nel Comitato organizzatore, contattato da La Notizia, ha assicurato che la manifestazione si è chiusa con un sostanziale pareggio di bilancio e che il buco di cui si parla sia più di forma che di sostanza essendo legato a “spese differentemente rendicontabili”. Non si sarebbe andati oltre i 4,5 milioni stanziati da Governo, Regione e Coni. Nella relazione finale del Comitato vengono sottolineati gli effetti benefici per l’economia abruzzese con 1.300 atleti partecipanti e 30 mila spettatori presenti. Ed è proprio per queste ragioni che il sindaco di Pescara Alessandrini, che era anche il presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi, c’ha tenuto a premiare il presidente del Coni. Che da par sua, proprio grazie all’evento di Pescara 2015, sperava di poter guadagnare i voti di buona parte dei 24 Paesi partecipanti in vista di un’eventuale votazione con Roma candidata alle Olimpiadi.

MA LA RABBIA NON PASSA – Il riconoscimento, però, non è servito a stemperare la rabbia di Malagò per lo schiaffo nella Capitale: “Il piano alternativo ci sarebbe stato per restare in corsa, ma non ci avrebbero votato. Non eravamo più credibili. Per la prima volta in 102 anni tutto il Paese sportivo sosteneva la candidatura. Ora dovrò cercare di far tornare credibile lo sport e il Paese”. E per questo Malagò ha annunciato di voler candidare Milano per la sessione del Cio dell’anno 2019. “Se ci riusciremo sarà il primo passo per ricominciare a pensare ad un’altra candidatura”.