Un Parisi nel motore del Centrodestra. L’ex city manager scontenta i vecchi dirigenti, è sulla strada giusta

di Alessia Vincenti
Politica

Tutto come previsto. La convention ‘Energie per l’Italia’, organizzata da Stefano Parisi, ha messo sul tavolo la sua proposta di Centrodestra di fronte a una platea di 2mila partecipanti. E ha rivendicato l’alternatività al Partito democratico: “Noi siamo la vera alternativa alla sinistra. Bisogna soltanto convincere gli italiani presentando programmi alternativi a quelli del centrosinistra”.  L’ex city manager ha poi elogiato chi ha presenziato all’evento: “Tutte le persone qui presenti in questo nostro lavoro hanno avuto già esperienze amministrative, di governo, aziendali e credo, quindi, che per 4 o 5 mesi possa essere un tempo assolutamente ragionevole per fare un buon programma di Governo”. Parisi, nel suo intervento, ha attaccato anche il Movimento 5 Stelle. “Non siamo dei neofiti. il contributo di tutti è importante. Ognuno di noi ha esperienza, non siamo stati raccolti dal web”. E non è mancato il riferimento ai suo avversari in Forza Italia, Renato Brunetta e Giovanni Toti: “Sono tutti invitati chi vuol venire viene. Se vogliono stare a casa, per me non è un problema. Si può ascoltare in streaming da casa”. Infine su Renzi: “Se perde il referendum deve dimettersi”.

SCONTENTI
Come da copione sono fioccate le critiche all’iniziativa di Parisi. “Se il centrodestra vuole interrogarsi sugli errori e le politiche poco liberali del passato, deve mettere a fuoco un punto: nella politica italiana serve la Thatcher, la sua lezione, più che Comunione e Liberazione”, ha affermato il deputato di Conservatori e Riformisti, Daniele Capezzone. Molto duro anche l’intervento di Brunetta: “Al momento quello di Parisi è solo un tentativo, per il momento senza contenuti”. E il capogruppo di Forza Italia alla Camera ha respinto di nuovo l’ipotesi di Parisi come uomo adatto a unire l’intero Centrodestra: “Di federatore ce n’è uno, Berlusconi. E continua ad esserci, perché Berlusconi c’è. Ha fatto un miracolo nel ‘94, continua a farne. Noi pensiamo che Berlusconi debba continuare ad avere un ruolo di federatore attivo”. “Il centrodestra unito – ha concluso Brunetta è competitivo e vincente, tutte le volte che ci siamo spaccati abbiamo perso”.