Un successo la liberazione di Silvia. Rovinato dal solito sciacallaggio. Sovranisti scatenati seminano odio sui Social. La Procura di Milano indaga su insulti e minacce

di Fausto Tranquilli
Cronaca

La liberazione di Silvia Romano, tenuta prigioniera per un anno e mezzo tra il Kenya e la Somalia dai terroristi di Al Shabaab, ha fatto tirare un sospiro di sollievo alle migliaia di italiani in ansia per la sorte di una 24enne che, dopo la laurea, ha scelto di recarsi in Africa per aiutare i bambini in difficoltà e che era stata rapita da una banda di criminali. La giovane volontaria ha potuto riabbracciare la sua famiglia. Una gioia immensa e un indiscutibile successo per il Governo Conte e per l’Aise, l’Agenzia per la sicurezza esterna, il cui direttore Luciano Carta è riuscito a risolvere l’ennesimo caso estremamente complesso prima di lasciare i servizi per andare a presiedere Leonardo.

Ma gli odiatori in servizio permanente, quelli che si spacciano per patrioti e confermano invece puntualmente di avere scarso amore per l’Italia e per i suoi figli, sono riusciti a gettare veleno anche su un episodio del genere. Odio sparso a fiumi soprattutto tramite i social network. Tanto che anziché trovare fiori sotto la sua abitazione, Silvia Romano rischia ora di trovarsi una volante della Polizia. Ieri, dopo essere stata ascoltata dal sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Sergio Colaiocco, che conduce le indagini sul sequestro, Silvia Romano è tornata nel suo appartamento alla periferia di Milano, dove dovrà stare 14 giorni in isolamento per le disposizioni relative al rischio coronavirus. Una ragazza che merita rispetto. “Grazie all’impegno di donne e uomini dello Stato oggi è nuovamente in Italia, tra le braccia della sua famiglia. E questa è l’unica cosa che conta”, ha specificato il ministro degli esteri Luigi Di Maio.

GLI ATTACCHI. Nulla però riesce a frenare gli odiatori. Si va così dal solito Matteo Salvini, che ha criticato il Governo, sostenendo che serviva mantenere “un profilo più basso” nella vicenda, avanzando dubbi sulla conversione della 24enne all’Islam e sul pagamento del riscatto per la sua liberazione, all’eurodeputata leghista Susanna Ceccardi, che ha subito attaccato le Ong accusandole di mandare “queste ragazze allo sbaraglio”, dal senatore del Carroccio, Simone Pillon, il quale ha chiesto via Twitter cosa sarebbe successo se una ragazza “fosse stata rapita da una setta cristiana e poi fosse tornata vestita da suora e convertita al cristianesimo”, al Codacons, arrivato a presentare un esposto alla Corte dei Conti sul presunto riscatto. Per non parlare del consigliere regionale abruzzese della Lega, Simone Angelosante, che in un post ha scritto, parlando dell’abbigliamento di Silvia Romano: “Avete mai sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?”.

E non è stato da meno Fratelli d’Italia, con il deputato Edmondo Cirielli che ha proposto di vietare per legge il pagamento di riscatti per chi viene rapito all’estero, soprattutto da terroristi. Odiatori a cui non sono riusciti a imporre il silenzio neppure uomini di destra come Francesco Storace e Guido Crosetto: “Se diciamo, convinti, che vanno aiutati a casa loro, vanno fatte crescere le loro economie, che l’emigrazione uccide l’Africa etc. etc. che senso ha insultare una ragazza che è andata ad aiutarli a casa loro? Certamente non pensava di essere rapita e venduta”. Le indagini sul sequestro vanno comunque avanti, con tanto di rogatoria inviata alle autorità somale, e le parole di un certo pezzo di politica e di chi sfoga frustrazioni sui social si commentano da sole.

Per gli insulti e le minacce rivolte alla giovane volontaria sui social, a quanto si è appreso questa mattina, il responsabile dell’antiterrorismo della Procura di Milano, Albero Nobili, ha aperto un fascicolo d’indagine, al momento contro ignoti e con l’ipotesi di minacce aggravate. La prefettura del capoluogo lombardo ha fatto sapere, invece, che al momento “non è in fase di valutazione”, da parte del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, l’assegnazione a Silvia Romano di una tutela.