Una “Bomba H” chiamata Covid. Politica e informazione si contagiano a vicenda. Il filosofo Rancière: così non si sfugge, come a un fungo atomico

di Carmine Castoro
Cultura

Mai come in questa parentesi politico-sanitaria del Covid, e per una rupture teorico-pratica epocale, è difficile immaginare Spectre e Internazionali del Crimine sulla falsa riga dei film di James Bond, Big Bang di prossime dittature sanitarie finalizzate a una configurazione manicheista del mondo in ricchi e poveri, elite e prolet di orwelliana memoria, despoti e servi. Le Iene hanno ricostruito un galleria variegata dei cospirazionisti della prima e dell’ultima ora che hanno riscoperto i piani sionisti, satanisti, i Kalergi rivisti e corretti, un tal Rosario Marcianò che parla di mappe perfettamente sovrapponibili fra le zone con più morti da corona virus in Italia e l’installazione delle antenne 5G, chi fa arrivare tutto a Bill Gates, alle vaccinazioni-killer con annessi microchip, per non tacere dei recentissimi gilet arancioni legati a squadrismi di destra.

Sintetizza con folgore filosofica Jacques Rancière nel suo La partizione del sensibile (DeriveApprodi, pagg.67, euro 12): “La politica e l’arte, come i saperi, producono “finzioni”, ossia dei concatenamenti materiali dei segni e delle immagini, dei rapporti tra visibile e dicibile, tra ciò che si fa e ciò che si può fare… Generano delle mappe del visibile, dei percorsi di connessione tra visibile e dicibile, delle relazioni tra modi di essere, modi di fare e modi di dire. In questo modo si impadroniscono degli umani qualunque, creano scarti, aprono derivazioni, trasformano i modi, le velocità e le traiettorie con cui tali umani aderiscono a una condizione, reagiscono alle situazioni, riconoscono le loro stesse immagini. Riconfigurano la cartina del sensibile”, perché l’uomo è fondamentalmente un animale “letterario”, prima che politico, ed è condannato a raccontarsi la vita.

IN TRAPPOLA. L’esito? Se tutti i tg, tutti i giornali, tutti i format parlano solo del Covid, e ogni altro settore della cronaca è escluso e la vita si ghiaccia, la politica ne deve prendere atto, e i due sistemi – Istituzioni e Opinione pubblica – diventano complici e coalescenti, e questa lava scorrerà anche oltreconfine invadendo altri paesi e altri ancora, con la forza simultanea e ubiquitaria delle telecomunicazioni e la tumultuosità sottotraccia dei social; e la stessa manipolazione dei fatti e delle esistenze, de-storicizzata e ultra-liberalizzata, monopolizzerà l’ascolto e le visioni di altri milioni di telespettatori, e il fungo atomico di questa concept radiation inseminerà e insidierà un palcoscenico vastissimo di abitanti, con la costrizione soft delle discorsività pubbliche omogeneizzate e irresistibili, l’astrazione indubitabile di cifre, quadranti, compulsazioni numeriche, probabilità e prevedibilità, e con l’incontrovertibile e ferrea “veridicità” dei display sintonizzati tutti sullo stesso riflesso, sulla stessa congiuntura, sullo stesso Verbo semidivino degli eventi.