Una decisione incomprensibile. Da Iv mossa senza un perché. Parla Vacca (M5S): “Il leader della coalizione non cambia. In Italia e in Europa nessuno capisce questa scelta”

GIANLUCA VACCA
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“La decisione di Renzi non ha ragioni valide di fronte a un Paese che vive un dramma quotidiano con più di 500 morti Covid al giorno, l’economia in forte difficoltà, profondi malessere diffuso”. È senza parole l’onorevole Gianluca Vacca, capogruppo M5S in Commissione Cultura, dopo la decisione di Matteo Renzi di ritirare dal governo le ministre Iv e aprire formalmente la crisi di governo. Ma sul futuro assicura: “Non vedo alcun motivo per cui l’Italia dovrebbe cambiare un leader come Conte”.

Lei ha capito perché Renzi è arrivato a questo punto?
Francamente no, e credo neanche gli italiani. Senza parlare degli altri Paesi europei, con i quali stiamo lavorando per uscire da questa pandemia: immagino che nemmeno loro riescano a comprendere le ragioni di questa situazione nel bel mezzo di uno dei momenti più critici della storia recente dell’umanità.

Crede sia immaginabile un’altra maggioranza sempre con Conte presidente del consiglio?
Nelle prossime ore si vedrà l’evoluzione di questa mossa, il Movimento 5 Stelle è disponibile a lavorare per chiudere questa crisi e assicurare un Governo stabile al Paese. C’è bisogno di lavorare sui tanti dossier importanti per il Paese: i nuovi ristori, le nuove misure per affrontare l’emergenza, la campagna vaccinale, il G20. Conte ha dimostrato ampiamente di saper guidare il Paese anche durante una tempesta, mi auguro che continui a farlo.

E una maggioranza senza Conte?
Conte ricopre in suo ruolo in maniera efficace e con grande credibilità, anche in ambito internazionale. Non vedo motivo per cui l’Italia dovrebbe cambiare un leader che non solo ha trattato in Europa ottenendo grandi risultati per il nostro Paese, ma che ha gestito in maniera efficace una crisi senza precedenti.

Renzi, però, non ha chiuso a un eventuale tavolo per ridiscutere i termini di una maggioranza politica. Crede che Iv stia alzando il tiro semplicemente per avere più spazio al governo?
Non possiamo saperlo, ma più che mai in questa fase i cittadini hanno bisogno di fidarsi di chi li rappresenta, delle istituzioni.

Intanto sempre più studenti stanno scendendo in piazza contro la dad. Cosa accadrà nei prossimi giorni?
Gli studenti hanno ragione: non è possibile prolungare la dad all’infinito, soprattutto considerando che le evidenze scientifiche ci dicono che la scuola è un luogo ben più sicuro di altri, e che il Governo ha creato tutte le condizioni affinchè anche nelle superiori le attività potessero riprendere in presenza almeno al 50%, in sicurezza. La maggior parte delle Regioni stanno disattendendo un impegno preso e sottoscritto il 23 dicembre scorso. È molto grave, dovrebbero dare ascolto all’allarme che arriva dai ragazzi, famiglie e docenti, attenersi alle misure nazionali e riaprire le scuole il prima possibile.

Crede che ancora una volta ci sia il rischio che qualcuno voglia scaricare responsabilità vista la mancanza spesso di controlli per quanto riguarda il trasporto pubblico?
Sui trasporti a livello nazionale sono stati fatti dei passi in avanti, sono state stanziate risorse adeguate, e le Regioni che hanno lavorato bene sono riuscite a organizzarsi per consentire il rientro, come la Toscana. Lo scaricabarile sul Governo e in particolare sulla ministra Azzolina c’è ancora ma davvero non regge più: è la prima, insieme al M5S, che ha sempre lottato per non far chiudere le scuole mentre tutto il resto restava aperto. Eppure si ha il coraggio di dire che tiene in ostaggio gli studenti…

Non le pare singolare che, dopo la buona scuola, ora Renzi prenda le parti degli studenti?
Al di là della Buona scuola, sulla quale il Movimento 5 stelle ha sempre espresso delle criticità, prendere le parti degli studenti vuol dire prima di tutto mostrare responsabilità in una fase così difficile e lavorare per far uscire il prima possibile l’Italia dalla crisi sanitaria ed economica, perché gli studenti sono il futuro del Paese. Mi sembra che Renzi non stia dimostrando questo: aprire ora una crisi di Governo, tra l’altro proprio quando si sta lavorando sul Recovery plan che prevede oltre 20 miliardi di investimenti in istruzione, dimostra semmai l’opposto. Ed è sinceramente incomprensibile.

 

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