Una legge di iniziativa popolare anti-sprechi. Parte la raccolta firme per tagliare gli stipendi ai parlamentari e tagliare i vitalizi

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Una legge di iniziativa popolare per scuotere Camera e Senato sui costi della politica. In modo che la proposta di taglio degli stipendi ai parlamentari e riduzione dei vitalizi giù maturati possa sopravvivere anche alla fine della legislatura. Perché le norme sottoscritte direttamente dai cittadini possono essere discusse anche dal nuovo Parlamento, andando oltre le scaramucce tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle che rischiano di affossare un reale intervento sulle spese dei Palazzi istituzionali. Il movimento Possibile, guidato da Pippo Civati, ha lanciato una mobilitazione per coinvolgere direttamente gli italiani. La soglia è quella di 50mila firme da depositare successivamente a una delle due Camere, che verificherà le firme. La raccolta è iniziata questa settimana, firmando il testo presso i punti allestiti dai militanti di Possibile, ma anche nelle sedi comunali e nei Tribunali dopo la vidimazione del modulo.

Freno ai rimborsi – L’obiettivo è quello di ridurre lo spazio di manovra dei rimborsi spese destinati agli Onorevoli. I fondi non sarebbero più rendicontati dal singolo parlamentare, trasferendo le funzioni alla Camera. Un modello di tipo europeo, dunque. Ma non solo. La proposta di legge include la riduzione delle indennità, che viene parametrata ai professori ordinari. Ma non solo: sarebbe cancellato il  rimborso  delle  spese  di  alloggio ai membri del Parlamento che risiedono nel territorio del comune di Roma o che vi hanno risieduto fino a trenta giorni  prima  dell’accettazione  della  candidatura. Nel caso specifico di parlamentari che subentrano “in un seggio rimasto vacante nel corso della legislatura, il rimborso per  le  spese di alloggio non gli  è  riconosciuto se  risiede a Roma o vi ha risieduto fino al giorno in cui si è verificata la causa di decadenza del parlamentare a cui subentra o in cui il medesimo ha rassegnato le dimissioni”. “L’iniziativa di legge vuole eliminare situazioni di privilegio che violano la possibilità che lo Stato persegua l’uguaglianza dei cittadini. E intervengono sugli elementi che discreditano la politica. Se c’è chi pensa che la politica sia un modo per ottenere privilegi, è chiaro che si perde di vista l’obiettivo principale: la tutela dell’interesse comune”, ha spiegato a La Notizia Andrea Pertici, il docente esperto di diritto che ha contribuito alla stesura del testo presentato da Possibile.

Capitolo vitalizi – Sul tema vitalizi la proposta è in linea con la proposta di Matteo Richetti, deputato del Pd, su cui Matteo Renzi sembra intenzionato a sfidare i 5 Stelle, portandolo in Aula prima della fine di maggio. “Il testo sui vitalizi parte dalla proposta Richetti, con qualche rimodulazione, talmente condiviso da tutti che non ha fatto alcun passo in avanti”, ha sottolineato Civati. “È uno specchio riflesso in cui – ha aggiunto il fondatore di Possibile – si propongono delibere a ripetizione quando tutti sanno che ci vuole una legge per evitare contenziosi ed evitare la questione di costituzionalità”.