Una legge elettorale nata senza fiato. Gli ex Pd stroncano il Rosatellum: strada in salita per la riforma

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Lo aveva profetizzare Andrea Mazziotti, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera: “La legge elettorale non parte bene”. E infatti la proposta di Ettore Rosato, capigruppo del Pd a Montecitorio, ha trovato la bocciatura del Movimento democratico e progressista. “Questa proposta non c’entra un bel nulla con il Mattarellum”, ha sentenziato Pier Luigi Bersani. “Qui c’è una scheda sola, non due. Qui si allude non certo alla coalizione ma piuttosto a confuse accozzaglie a fini elettorali fra forze che il giorno dopo riprendono la loro strada (guardare la scheda per credere). Qui peraltro non si garantisce la governabilità, si lede la rappresentanza e si abbonda nei nominati”, ha aggiunto l’ex segretario del Pd.

E Bersani ha quindi rincarato la dose: “Se ci fosse senso di responsabilità si sentirebbe l’esigenza di presentare agli italiani ormai insofferenti un sistema che avesse già dimostrato di funzionare”. Il padre nobile di Mdp ha quindi tirato in ballo altri due interlocutori: “Temo che Prodi e Pisapia dovranno riconsiderare le loro pur cautissime aperture”.

L’intervento bersaniano fa il paio con le parole del 5 Stelle Luigi Di Maio: “Noi abbiamo dato la disponibilità e siamo tuttora disponibili a fare una legge partendo dalla sentenza della Corte Costutuzionale sull’Italicum. Il Pd piuttosto che i cittadini ha scelto Verdini, come sempre. Ma non credo che riusciranno ad approvarla in Senato, quindi dovranno tornare da noi”. Intanto Forza Italia ha smentito la possibile ‘campagna acquisti’ del Pd per arrivare all’approvazione della legge elettorale simile al Mattarellum. “La ricostruzione di “Repubblica” su un presunto “reclutamento”, sotto la regia di Renzi, di senatori di centrodestra pro Mattarellum e’ frutto di pura fantasia e del tutto destituita di fondamento”, ha riferito l’ufficio stampa degli azzurri.