Una mannaia sui decreti inutili. Approda in Commissione al Senato una norma che taglia la burocrazia sulle imprese

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Meno burocrazia nella pubblica amministrazione. L’obiettivo, sempre sbandierato ma mai realizzato, ha adesso una nuova opportunità attraverso il taglio di molti decreti desueti. A decidere sarà però la Commissione Affari Costituzionali del Senato e per questo gli artigiani e piccoli imprenditiori della Cna – da sempre nemici giurati della burocrazia – mettono in guardia il parlamento. “È ora di approvare la norma”, ha detto ieri il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini, parlando di “una proposta concreta per ridurre l’ingente numero di decreti attuativi divenuti inutili perché superati da norme successive. “Il problema è gravissimo. Siamo di fronte – ha proseguito – a una delle criticità che principalmente contribuiscono a rendere il nostro ordinamento complesso e disorganico. La piena operatività delle norme è, quasi sempre, demandata a successivi decreti e regolamenti, ma in attesa della loro adozione intervengono spesso nuove disposizioni che, di fatto, superano la previsione iniziale, rendendo inutile l’attuazione di moltissimi decreti, comunque presenti nelle pieghe dell’ordinamento”.
Ora si è aperto, però, uno spiraglio verso la razionalizzazione normativa – ha aggiunto Silvestrini ricordando l’emendamento presentato dal relatore, senatore Giorgio Pagliari, al disegno di legge delega Riorganizzazione della Pubblica amministrazione.“In un solo colpo – ha concluso Silvestrini – la possibilità di eliminare centinaia di decreti e regolamenti che ingolfano inutilmente le amministrazioni, creano incertezza nelle imprese”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I burocrati uccidono più del virus

Dobbiamo attendere gli accertamenti medici per sapere se la giovanissima Camilla Canepa è morta per il vaccino Astrazeneca o per altro, ma in ogni caso questa tragedia ha fatto emergere tutte le falle della campagna vaccinale: il Cts, l’Aifa, Figliuolo e le Regioni. Ora non

Continua »
TV E MEDIA