Una provincia dell’impero cinese

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Dalla Redazione

Quasi 3 miliardi di euro investiti nel giro di una settimana. La Cina continua a fare shopping in Italia. Da una parte c’è l’affare Cdp Reti, la holding che controlla Snam e Terna per la quale la State Gride of China ha staccato un assegno da 2,1 miliardi di euro, dall’altra la People Bank of China che ha acquistato quote intorno al 2% in Fiat, Telecom e Prysmian, le quali vanno ad aggiungersi alle partecipazioni acquisite, tempo fa, in Eni e Enel. Insomma il volume d’affari sull’asse Pechino-Roma cresce a vista d’occhio. Basti pensare che, negli ultimi tre mesi, dai cinesi sono arrivati quasi 5,3 miliardi di euro.

Da ricordare l’operazione con la quale il Fondo strategico italiano ha venduto il 40% di Ansaldo Energia per 400 milioni a Shangai Elecrtic. Per la People Bank of China, invece, l’asset italiano più corposo è il 2,1% in Eni, che ha un valore di 1,4 miliardi di euro. Seguono Enel (750 milioni), Telecom (330 milioni), Fiat (280 milioni) e Prysmian (70 milioni). Senza dimenticare gli acquisti, da parte degli investitori cinesi, di Krizia e degli Yacht della Ferretti. Le causa di questo trend? L’appeal rappresentato dai titoli italiani che mostrano un rapporto prezzo-utili conveniente rispetto ad altre piazze europee.

Si conferma dunque il trend in atto da inizio anno di spostamento dei flussi di liquidità dai mercati emergenti verso l’Europa e in particolare sulle economie dei paesi periferici. Basti pensare che nei primi 6 mesi del 2014 gli operatori cinesi hanno investito qualcosa come 32 miliardi di euro, di cui il 75% in partecipazioni azionarie. Gli affari hanno riguardato 2.766 imprese di 146 paesi.