Una sanità da terzo mondo. Non c’è posto in tre ospedali. Neonata muore in ambulanza a Catania

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La piccola Nicole è nata all’una di notte all’interno della clinica Gibino di Catania. Ma poco tempo dopo è andata in crisi respiratoria. I medici hanno subito cercato di farla ricoverare d’urgenza all’ospedale più vicino. Hanno contattato le Unità di trattamento intensivo neonatale (Utin) di Catania per trasferire d’urgenza la piccola paziente. Ma nei tre ospedali della città etnea non c’era posto. Né al Garibaldi, né al Santo Bambino e nemmeno al Cannizzaro. A quel punto è stato contattato il 118 che ha cercato e trovato disponibilità nell’ospedale Maria Paternò-Arezzo di Ragusa. La clinica ha quindi provveduto, con un’ambulanza privata, al trasporto della neonata a Ragusa, con al seguito i medici specialisti della struttura privata. L’ambulanza ha corso verso Ragusa per farla ricoverare nel reparto di rianimazione pediatrica. Ma la piccola è morta durante il tragitto. Sull’episodio la Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità mediche e sulla disponibilità di strutture cliniche non adeguate a Catania o nelle province più vicine. Indaga la polizia di Stato. La sanità siciliana torna nell’occhio del ciclone. Dagli ospedali però comunicano che il protocollo è stato rispettato.

MATTARELLA INCREDULO
In una telefonata al governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso «incredulità» per la morte della neonata. L’assessore regionale alla Sanità siciliana, Lucia Borsellino, ha convocato per stamattina tutti i direttori sanitari e generali degli ospedale coinvolti e il responsabile del 118. «Voglio capire quello che è accaduto – ha detto – è una vergogna. Non possiamo permettere che accadano cose del genere. È semplicemente allucinante». Il dirigente dell’Utin dell’ospedale Garibaldi-Nesina di Catania, Angela Motta si difende: «Il reparto è pieno, abbiamo 10 posti letto, e non c’era la disponibilità, Ci sono dei criteri per la priorità nei ricoveri nelle Utin, fissati da un protocollo del 2014, che noi applichiamo da due anni».

GLI ISPETTORI DEL MINISTERO
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin vuole chiederci chiaro. La notizia l’ha sconvolta (il ministro è piena in gravidanza, aspetta due gemelli): «Abbiamo immediatamente inviato gli ispettori in Sicilia per fare luce sulla morte della neonata a Catania. Abbiamo chiesto una relazione dettagliata e in tempi brevi. Profondo sdegno per la morte della neonata, una vicenda che lascia sgomenti». Il ministro ha poi sottolineato che «Nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, Lea, abbiamo inserito la parte prenatale come assistenza al parto. Per noi la rete di neonatologia è una priorità. Riferirò in aula il risultato delle ispezioni che ci saranno in tempi brevi».
Chi placherà la rabbia dei familiari della piccola: «A Catania abbiamo sei ospedali! Sei ospedali! Perché questa bambina è stata portata a Ragusa?».
I due genitori non parlano.