Urbanistica, l’incredibile risposta di Palazzo Marino: “Impossibile sapere quanti mq di verde ha a disposizione ogni milanese”

Nonostante i numerosi accessi agli atti, il Comune di Milano sostiene di non poter calcolare il verde procapite. Per legge devono essere 18 mq a testa

Urbanistica, l’incredibile risposta di Palazzo Marino: “Impossibile sapere quanti mq di verde ha a disposizione ogni milanese”

Quanti metri quadri di verde “a standard” ha a disposizione ogni milanese, considerando quelli già esistenti e quelli che verranno creati con i nuovi progetti urbanistici? E come li calcolate? Spiacenti, ma il Comune di Milano non è in grado di fornire “la dotazione esatta” del verde, sia “insediato” che “da insediare” con nuovi progetti immobiliari, perché la richiesta “comporterebbe attività di elaborazione dati”, al momento non disponibili. Tuttavia quei dati sarebbero “desumibili” da alcune tavole del Pgt.

Il surreale dialogo (che però è assolutamente vero nelle parti virgolettate) è la sintesi di mesi di interrogazioni e accessi agli atti presentati dall’avvocato Veronica Dini alla Direzione rigenerazione urbana di Palazzo Marino, per conto dell’Associazione Gruppo Verde San Siro. Istanze di accesso agli atti che hanno avuto un esito incredibile, cioè che il Comune di Milano non ha idea di quanti metri quadrati di verde ci sono oggi e di quanti ce ne saranno domani, se e quando le centinaia di progetti edificatori approvati, saranno conclusi.

Per legge ogni cittadino ha diritto a 18 mq di verde

Tuttavia, quel dato sul verde procapite l’amministrazione comunale dovrebbe conoscere perfettamente, considerando che l’art.3 del decreto ministeriale 1444 del 1968 disciplina la materia e stabilisce una “dotazione minima inderogabile” di 18 mq per “ogni abitante – insediato o da insediare”,  da destinare a “spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio”. La norma precisa anche che dai quei 18 mq sono esclusi gli “spazi destinati alle sedi viarie”.

Non solo, la stessa norma specifica che sempre di quei 18 mq minimi, 9 mq devono essere destinati a “spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili per tali impianti” con “esclusione di fasce verdi lungo le strade”.

Ma Palazzo Marino non invia né numeri né dati

Sorprende quindi, come riportato dalla Lapresse, che nelle prime risposte all’avvocato Dini, il Comune non abbia inviato dati e numeri, ma link alle tavole-mappe online del Pgt e del geoportale di Regione Lombardia, in particolare la tavola denominata ‘S02 – Il sistema del verde urbano e delle infrastrutture per mobilità”. Che tradotto significa la mappa di tutte le aree verdi, controviali e cespuglietti, compresi.

Tanto che Dini è stata costretta a ripresentare una nuova richiesta per avere, “se disponibile”, il dato sulla “dotazione esatta di verde a standard” che non coincide “con quello del verde urbano”, nonché a chiedere di chiarire se la stessa sia “stata valutata e ritenuta adeguata” in relazione agli abitanti “da insediare” con il Pgt entrato in vigore nel 2020, che punta a governare la crescita demografica della città verso 1,5 milioni di abitanti, contro 1.363.842 di residenti attuali delle più recenti rilevazioni.

Ma anche qui niente da fare: secondo i dirigenti comunali si tratta di “attività di elaborazione dati che esulano dall’accesso”. Tuttavia gli stessi dirigenti hanno fatto “presente” che le richieste sarebbero “comunque desumibili dalla documentazione messa a disposizione attraverso i link già forniti”.

Invece alla domanda sempre della Dini sulle “metodologie di calcolo delle aree verdi a standard nel Comune di Milano” palazzo Marino ha risposto che il quesito sarebbe “generico” ed “esula da atti, dati o documenti rilasciabili” con l’istanza in base alla “normativa vigente” e all’indicazioni dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac).

Morale: impossibile sapere quanti mq di verde ci sono per i milanesi né come sono calcolati. Alla faccia della proverbiale efficienza meneghina…