Visita ufficiale di Urso in Sicilia. Per conto del Copasir ignaro

ADOLFO D'URSO
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Dalla cybersecurity alla green economy, fino alle banche e all’antiriciclaggio, il presidente del Copasir, Adolfo Urso, ieri è salito in cattedra. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, incaricato del controllo dei servizi segreti italiani, è da sempre un organo improntato alla massima discrezione. Il vertice del Comitato, una figura che dovrebbe essere quasi invisibile, ha invece organizzato una vera e propria visita ufficiale in Sicilia, dall’amico governatore Nello Musumeci, e ha cercato di dettare la linea su temi sensibili. Tutto, in base a quanto denunciato dal dem Enrico Borghi, senza uno straccio di via libera neppure dallo stesso Copasir.

L’INCONTRO
Ieri, al PalaRegione di Catania, si è tenuta la visita ufficiale di Urso a Musumeci. Un faccia a faccia di circa un’ora, in cui i due esponenti di centrodestra hanno parlato di immigrazione, sviluppo infrastrutturale ed imprenditoriale dell’isola e degli stessi temi legati alla sicurezza di cui si occupa il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. “Il presidente Draghi – ha detto Urso, riuscito alla fine, seppure a fatica, a ottenere l’ambita poltrona a cui si era incollato il leghista Raffaele Volpi – ha indicato l’agenda digitale come presupposto per l’ulteriore crescita economica del Paese e la tecnologia e l’innovazione sono tematiche certamente interconnesse con la sicurezza e la politica estera in Italia. I progetti innovativi per l’energia rinnovabile, l’economia digitale, e una rete infrastrutturale che consenta gli investimenti dall’estero sono l’obiettivo a cui puntare e la Sicilia ha tutte le carte in regola per questa ambizione. Per questo – ha aggiunto – deve però avere il supporto forte e convinto di Roma e Bruxelles sulla lotta alla criminalità, per sconfiggere appetiti mafiosi, per le tematiche legate alla immigrazione clandestina. Non può esserci sviluppo se non c’è sicurezza e viceversa”. Musumeci ha poi sostenuto che la grande attenzione che l’Occidente, gli Stati Uniti e l’Europa, hanno avuto verso la Sicilia dal dopoguerra ad oggi è stata dettata da esigenze di natura strategica e militare e che lui spera che la Sicilia possa essere al centro del loro interesse anche in termini economici. Un confronto che ha portato però appunto Urso anche a discutere dei temi di competenza dello stesso Copasir. “Noi siamo consapevoli – ha dichiarato tra l’altro – che la Sicilia è la regione di frontiera rispetto a quello che sono le principali questioni di rischio o minacce per l’Italia e l’Europa, ma anche per quelle che sono le principali potenzialità di sviluppo e le opportunità”. Ancor più esplicito: “In Italia con Enel abbiamo la principale azienda energetica che ha sviluppato l’economia Green. Ed è punto nevralgico per quanto riguarda l’economia digitale: economia verde e digitale trovano, dunque, in Sicilia, un punto di partenza favorevole per l’intero sviluppo del Paese. Di questi argomenti si occupa anche il Copasir”.

LA REAZIONE
A sottolineare l’inopportunità di quell’incontro di Urso è stato il dem Borghi, deputato e membro del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. “Leggo che il presidente del Copasir oggi ha incontrato il presidente della Regione Sicilia “in visita ufficiale”. Non sapevo che il presidente di una bicamerale avesse pari rango del Presidente della Repubblica o del premier. In ogni caso l’incontro non è stato deliberato dall’ufficio di presidenza del Comitato”, ha denunciato l’esponente del Partito democratico con un tweet.