Se ieri l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran sembrava cosa fatta, oggi appare decisamente più lontano. Come racconta il Wall Street Journal, la notte appena trascorsa è stata ad alta tensione: i Pasdaran hanno esploso colpi di avvertimento contro quattro navi mercantili che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, scatenando la reazione degli Stati Uniti, che hanno risposto bombardando un’installazione militare iraniana nei pressi della città portuale di Bandar Abbas.
Un attacco nel sud del Paese che, secondo i funzionari dell’amministrazione di Donald Trump, sarebbe stato “difensivo e limitato” e non farebbe parte di un’escalation destinata a far fallire il cessate il fuoco.
L’accordo di pace tra Usa e Iran si allontana: Trump bombarda Bandar Abbas e i pasdaran rispondono attaccando una base americana in Kuwait
Per i Pasdaran, però, la situazione è ben diversa. Teheran considera infatti l’attacco statunitense del tutto ingiustificato, sostenendo che le navi stessero tentando di forzare il blocco dello Stretto di Hormuz e che contro di loro siano stati esplosi soltanto colpi di avvertimento, senza alcun attacco diretto.
Inevitabile, quindi, la rappresaglia iraniana: le forze armate di Teheran hanno preso di mira una base americana.
“A seguito dell’aggressione avvenuta questa mattina da parte delle forze militari statunitensi contro una località alla periferia dell’aeroporto di Bandar Abbas, mediante l’impiego di missili, la base aerea americana da cui è partito l’attacco è stata colpita alle 4:50 (01:20 GMT)”, hanno affermato i Pasdaran.
Non sono stati forniti dettagli sulla posizione della base, sebbene il Kuwait, alleato degli Stati Uniti, abbia dichiarato di aver risposto ad attacchi missilistici e con droni avvenuti nella mattinata.