Usa, strage nel centro disabili. Trovato un arsenale nell’abitazione dei carnefici. Ancora giallo sul movente. Il presidente Obama non esclude il terrorismo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Le indagini vanno avanti. Si rafforza l’ipotesi che dietro la strage al centro disabili di San Bernardino, in California, ci sia l’ombra del terrorismo. Per l’Fbi, infatti, il killer Syed Rizwan Farook era radicalizzato. L’uomo – hanno detto gli investigatori – era in contatto telefonico e via social media con più di un soggetto legato al terrorismo internazionale. Di terrorismo parla anche Barack Obama che però non ha escluso che la mattanza sia legata a una lite sul posto di lavoro.

LE INDAGINI
“Andremo a fondo alla vicenda” e “resteremo vigili”, ha assicurato il presidente. E proprio per far luce sul movente dell’agguato all’interno dell’Inland Regional Center, dove 14 persone sono morte e 17 sono rimaste ferite durante la festa di Natale, gli inquirenti stanno passando al setaccio le vite dei due killer, uccisi dalla polizia al termine di un inseguimento. Syed Farook era un americano di origini arabe che lavorava come specialista ambientale nel settore della sanità. Un collega ha raccontato che la scorsa primavera il ragazzo aveva trascorso un mese in Arabia Saudita dove avrebbe sposato Tashfeen Malik, prima di tornare negli Stati Uniti. Nella loro abitazione sono stati trovati altri 12 ordigni del genere, insieme a un vero e proprio arsenale tra cui oltre 5mila proiettili. Un particolare che spiega anche la dinamica del massacro. I due, infatti, indossavano maschere da sci e con ogni probabilità anche giubbotti antiproiettile. Erano “pesantemente armati” (ha detto la polizia) con due fucili d’assalto e due pistole semi automatiche. Secondo gli agenti, Syed Farook era presente alla festa “ma si era allontanato prima della fine, probabilmente dopo un litigio”. Quando è tornato ha aperto il fuoco insieme alla compagna. Poi la fuga a bordo di un suv nero e il conseguente inseguimento con la polizia. Infine lo scontro a fuoco, dove sono morti i killer.

LA PIAGA
Quella avvenuta due giorni fa è la più grave sparatoria di massa avvenuta negli Usa dopo l’attacco alla scuola elementare di Newtown, nel Connecticut, dove tre anni morirono 26 tra bambini e adulti. Sull’onda emotiva di quella strage, pur essendo solo l’ultima in ordine di tempo di una lunga serie, il presidente Obama tentò di rendere più restrittiva la legislazione sulle armi. L’inquilino della Casa Bianca mise il vicepresidente Joe Biden a capo di una commissione che produsse un testo di legge che, però, è stato affondato al Congresso. Ma le lobby delle armi hanno vinto ancora una volta.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA