Usciti dalla porta, i rifiuti del Lazio rientrano dalla finestra

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di Giuseppe Cantore

Trecento tonnellate al giorno di rifiuti romani andranno a finire in Abruzzo. Ma il 30 per cento di questa spazzatura tornerà indietro a Roma da dove è partita. Novanta tonnellate 90 di scarti che nessuno ha ancora spiegato dove saranno collocati. Il sospetto che la meta prescelta sia ancora una volta Malagrotta.
Quanto costa portare i rifiuti nei due siti Abruzzesi di Chieti Scalo e Sulmona? 158 euro a tonnellata, che moltiplicato 300 fanno quasi 48mila euro al giorno che moltiplicato per 30 giorni fanno un milione e 400 mila euro, più iva naturalmente.
A tutto ciò occorre aggiungere il prezzo del trasporto che ammonta a circa 30 euro a tonnellata. Una montagna di spazzatura che farà su e giù per l’autostrada A25 Roma-Pescara. Una circostanza che non farà piacere ai cittadini abruzzesi che per un mese (proroghe permettendo) vedranno decine e decini di camion invadere le loro strade. Tutte spese aggiuntiva che ovviamente pagheranno i cittadini del Lazio.
L’accordo tra il presidente Zingaretti e il suo collega Chiodi prevede l’esportazione di spazzatura, per un periodo temporaneo di 30 giorni. L’esperienza sui rifiuti insegna che non c’è nulla di più definitivo di un’iniziativa temporanea. Un’eventualità che da Pescara , però, escludono. Gli abruzzesi sono sì forti e gentili – in questo caso il presidente Chiodi ha dimostrato anche grande senso di responsabilità e generosità nei confronti di un suo vicino – ma non sono degli sprovveduti: non si può tirare molto la corda in una Regione che al punto di vista dello smaltimento dei rifiuti si trova sempre sul chi vive, dal momento che le discariche sono al limite della capienza.
Del resto l’Amministrazione abruzzese non ci guadagna nulla (così confermano dal capoluogo adriatico) se non l’immagine di una Giunta solidale che soccorre il Lazio in un momento di estrema necessità. Immagine che di questi tempi dovrebbe essere aprezzata nella giusta misura.
Tornando ai 158 euro più iva che l’Ama dovrà pagare per trattare i rifiuti della Capitale, va ricodato un particolare non indifferente. Chi incasserà questa cifra?
La società Deco, il cui proprietario, Rodolfo di Zio, già finito agli arresti domiciliari nel 2010 per reati di corruzione, è attualmente coinvolto in due inchieste e sotto processo per smaltimento illecito. Possiede sei discariche, tra le sette presenti in Abruzzo. Un’altra Regione che si è resa disponibile ad ospitare la nostra monezza è la Toscana che però ha già chiesto una cifra molto più alta, 234 euro a tonnellata per un quantitativo ancora da stabilire. Ricapitolando, 300 tonnellate di rifiuti non trattati verranno esportati in Abruzzo, mentre rimane il mistero di cosa ne sarà delle rimanenti 900 tonnellate di “tal quale” che produce la città di Roma ogni giorno.
Quando a giugno la discarica più grande d’Europa chiuderà, dove verranno smaltite le 4 mila e 500 tonnellate di immondizia che quotidianamente escono dalle case dei romani? Al momento i dubbi rimangono. E non pochi.

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