Vaccinazioni a rilento. Obiettivo: 400mila dosi al giorno. Ma si viaggia a meno di 300mila. Oggi la decisione dell’Aifa sugli under 12

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Le vaccinazioni sono sempre state il cavallo di battaglia del commissario straordinario all’emergenza covid, il generalissimo Francesco Paolo Figliuolo, e si sa nei momenti di panico lui spara numeri grossi, quindi punta alle 400 mila somministrazioni proprio adesso con il Natale alle porte. Sarebbe tutto fantastico se non fosse che facciamo fatica a raggiungere le 300 mila al giorno, figuriamoci le 400 mila.

OBIETTIVI LONTANI. Ed infatti lunedì, per esempio, che nell’ultima settimana è stato il giorno in cui sono avvenute più somministrazioni sono state iniettate 32.473 prime dosi, 26.224 seconde dosi e 293.177 terze dosi di vaccino (qui il report). Diciamo che le 400mila non sono proprio dietro l’angolo. C’è da dire che sono numeri davvero lontani da quanto le Regioni sono state in grado di mettere in campo recentemente, pur accelerando negli ultimi giorni.

Ma i 4,6 milioni di dosi tra oggi e il 12 sono il “numero minimo” auspicato dal commissario in una circolare indirizzata alle Regioni sui valori target della campagna vaccinale. Il picco quotidiano di inoculazioni è previsto il lunedì e martedì 6 e 7 dicembre e giovedì e venerdì 9 e 10 dicembre, con 450mila somministrazioni. Tra l’1 e 3 dicembre invece vengono prospettate 400mila dosi, destinate a scendere a 350mila nelle giornate di sabato (4 e 11 dicembre) e a 300mila nelle due domeniche (5 e 12) e mercoledì 8, giorno dell’Immacolata.

Di conseguenza alcune Regioni puntano sui rinforzi ed è il caso dell’Abruzzo il cui l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, ha annunciato che “la struttura commissariale per l’emergenza covid ha autorizzato la Regione Abruzzo ad assumere 77 operatori sanitari per le esigenze della campagna vaccinale”. Le aziende sanitarie potranno avviare le procedure di reclutamento, i contratti avranno durata di 6 mesi con possibilità di rinnovo.

Dall’assessorato regionale fanno sapere che la Asl Avezzano Sulmona L’Aquila potrà assumere 11 operatori sanitari tra medici e infermieri, 25 operatori per la Asl Lanciano Vasto Chieti, 15 per la Asl di Pescara e 16 alla Asl di Teramo, in tutto 67. Ma ci sono Regioni che in queste ore se la stanno passando proprio male. Ed è il caso, ad esempio, del Veneto ma anche dalla Campania.

Intanto oggi la Commissione tecnico scientifica dell’Aifa si riunirà per valutare l’approvazione in Italia del vaccino anti Covid anche per i bambini nella fascia fascia dai 5 agli 11 anni, che ha già ricevuto il via libera dell’Ema (leggi l’articolo). Il presidente dell’Agenzia del farmaco, Giorgio Palù, si è detto assolutamente favorevole alla vaccinazione degli under 12: “Sta diventando una malattia pediatrica”, ha ribadito a Porta a porta, l’incidenza è passata negli Usa dal 3 al 30% e basta guardare i dati dell’Iss. Il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, ha già annunciato (leggi l’articolo) che le prime dosi destinate ai bambini (un terzo delle quantità di farmaco somministrata agli adulti) saranno disponibili dal 23 dicembre.

Proprio la crescita dei contagi e la necessità di utilizzare personale sanitario per le vaccinazioni costringe il Veneto a ridurre le prestazioni ospedaliere non legate al Covid. Lo ha annunciato il governatore Luca Zaia: “In Veneto sono 2.362 positivi nelle ultime 24 ore, dato che da 4 giorni supera i 2mila, su 138.491 tamponi con un tasso di incidenza dell’1,7 per cento. I decessi nelle ultime 24 ore sono 10, 11.963 in totale: i dimessi sono 28 Sono 517.158 i positivi da inizio pandemia, mentre i positivi attuali sono 30.849. Salgono a 658 i ricoverati (+47), di cui 553 in area non critica (+40) (contro i 3.200 dello scorso anno) e 105 in terapia intensiva (+7) (l’anno scorso erano 300 in terapia intensiva).

Ma in difficoltà c’è anche la Campania: “Ormai ci siamo. La variante Omicron è pienamente diffusa” ha detto il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, sollevando grande allarme. “Rivedo il film di due anni fa – ha aggiunto De Luca – quando trovammo il primo paziente positivo in un Comune del Cilento e sembrava fosse un caso isolato”. “Nessuna angoscia – ha aggiunto De Luca – ma grandissima prudenza, altrimenti si chiude tutto”. Il presidente della Campania ha rivolto un appello alle forze dell’ordine affinché facciano rispettare l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto che – ha ricordato – “in Campania è sempre stato in vigore”.