Vaccini e migranti, le sfide di Draghi. Il premier al Consiglio europeo: “La campagna deve accelerare ancora. Cruciale la condivisione delle dosi tra Paesi”

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“Le forniture di vaccini continueranno ad arrivare, la campagna deve accelerare ancora in estate”. È quanto ha detto il premier, Mario Draghi, al termine del Consiglio europeo a Bruxelles (qui il video dell’intervento), sottolineando come sia “cruciale la condivisione di dosi tra Paesi. C’è accordo completo sull’eliminazione di ogni blocco alle esportazioni. L’Ue esporta più o meno quanto consuma mentre gli Usa e altri non permettono alcuna esportazione”.

“Sui brevetti – ha aggiunto il premier Draghi parlando ancora di vaccini – si lavora al conferimento obbligatorio di licenze nei momenti di maggiore emergenza. Il certificato verde sullo stato di salute dei cittadini europei sarò pronto a metà giugno, è abbastanza importante. Ci sono alcune questioni aperte su cui si dovrà pronunciare l’Ema, in particolare la durata di questo passaporto”.

Parlando della questione migranti il premier ha ricordato che ha sollevato il problema che è stato assente in agenda per parecchio tempo. “Ho esordito dicendo che mettere a dormire un problema – ha detto ancora Draghi al Consiglio europeo – non lo fa sparire. Da parte di Francia e Germania c’è coscienza del problema ma i primi passi sembrano mostrare una certa consapevolezza che occorra una risposta solidale non indifferente. Deve essere un accordo più efficace, la pura volontarietà ha mostrato essere abbastanza inefficace”.

“L’accordo verso cui miriamo – ha spiegato ancora Draghi – non credo si possa avere un’obbligatorietà, ma comunque si può individuare un sottoinsieme di paesi che si aiutano tra loro. Occorre far meglio del passato, la volontà di venirci incontro almeno oggi a parole c’era. Ho avuto molto sostegno da parte di paesi come noi interessati al problema, ma anche il sostegno di paesi che finora sono stati indifferenti. Non voglio spingermi oltre nel promettere successi, speriamo che questa buona volontà poi si traduca in fatti. Il nostro atteggiamento deve essere equilibrato, efficace e umano”.

Draghi ha poi definito “inaccettabili” le immagini dei bambini morti su una spiaggia libica, e ha proseguito: “La nostra azione vuole cooperare e aiutare questi paesi e far sì che anche l’Ue si muova economicamente in quelle aree, avendo a mente i diritti umani”. Parlando della questione del volo Ryanair dirottato a Minsk per arrestare un attivista a bordo, oppositore del governo Biellorusso, il premier ha parlato di una discussione “molto netta, si è deprecato l’atto come inaccettabile, è stato definito un atto di pirateria internazionale e sono state decise delle sanzioni ma che non gravino sui civili”. Sulla Russia “insisterei che bisogna rafforzarsi molto soprattutto dal lato della cybersecurity perché il livello di interferenza sia con le spie, sia attraverso la manipolazione del web e’ diventato allarmante. Questa è l’azione più importante che possiamo prendere insieme, ma anche individualmente”.

Infine le questioni interne all’Italia. Sul blocco dei licenziamenti il premier Draghi ha affermato che “la mediazione ha retto ed e’ un miglioramento considerevole sia di una situazione che vedeva l’eliminazione pura e semplice del blocco, sia di una posizione che vedeva il mantenimento fio a ottobre-dicembre. L’intervento previsto è in linea con gli altri paesi Ue. La strada è quella di garantire la Cig gratuita anche dopo l’1 luglio in cambio dell’impegno di non licenziare. Spero che sia i sindacati che le imprese si trovino su questa mediazione. Il nuovo provvedimento è un passo avanti”.

Sul decreto Semplificazioni “il testo girato era una bozza molto preliminare, arriveremo nei prossimi giorni a una versione definitiva che verrà condivisa in tutte le sedi necessarie. Si tratta di cambiamenti molto importanti ma sono cambiamenti profondi, quindi mi aspetto che ci sia una diversità di vedute. Si tratterà di trovare un punto di incontro senza che venga snaturato l’obiettivo principale che è costruire una Italia più equa e più competitiva. Quell’Italia che noi vediamo nel Pnrr”.