Crac Credito Cooperativo Fiorentino, Verdini condannato a nove anni. Due anni e sei mesi al deputato di Ala Massimo Parisi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Nove anni di reclusione per Denis Verdini. Il senatore di Ala è stato condannato in primo grado nell’ambito del processo per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino. Oggi non era in aula per ascoltare la sentenza dei giudici, arrivata dopo sette giorni di camera di consilio. Per lui erano stati chiesti 11 anni. Verdini è stato presidente della banca per 20 anni, fino al luglio del 2010. Il senatore era imputato con le accuse di associazione per delinquere, bancarotta e truffa ai danni dello Stato per i fondi dell’editoria andati alla Società toscana edizioni, che pubblicava il Giornale della Toscana e Metropoli. La pena è stata calcolata con sette anni per la pena di bancarotta e altri due anni per la truffa ai danni dello Stato per i contributi all’editoria. Assoluzione, invece, per quanto riguarda l’accusa di associazione per delinquere. Verdini è stato assolto relativamente ai prestiti concessi a Marcello Dell’Utri per cui gli erano stati contestati dalla Procura una serie di fidi scoperti di conto corrente per un ammontare di 2,8 milioni tra il dicembre 2006 e il marzo 2010.

Insieme a Verdini è stato condannato anche il deputato di Ala Massimo Parisi. A lui due anni e sei mesi per truffa ai danni dello Stato relativamente ai contributi pubblici all’editoria, per il ruolo da lui rivestito nella galassia dei giornali della Società Toscana di Edizioni. Tra i condannati anche gli imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei: per loro cinque anni e sei mesi per concorso in bancarotta. Verdini, Fusi e Bartolomei sono stati anche interdetti perpetuamente dai pubblici uffici. Ma c’è di più, perché Verdini, Parisi e altri imputati del filone editoria dovranno pagare anche una provvisionale immediatamente esecutiva nei confronti della presidenza del Consiglio di 2,5 milioni. Il risarcimento del danno cagionato alla presidenza del Consiglio, invece, dovrà essere liquidato in separata sede. Condanna al pagamento di una provvisionale da 175mila euro alla Banca d’Italia (che si era costituita parte civile) da parte dei vertici della ex banca. I 15 condannati sono anche stati dichiarati “inabilitati all’esercizio di un’impresa commerciale ed incapaci di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di anni dieci”. Inoltre Verdini, Parisi e altri nove condannati sono anche stati dichiarati “incapaci di contrattare con la pubblica amministrazione per un arco temporale pari alla durata della pena a ciascuno inflitta”.

Fiduciosa per l’appello la legale del senatore di Ala Ester Molinaro che ha così commentato la sentenza: “Abbiamo dimostrato che per il senatore Denis Verdini non c’era il reato di associazione per delinquere. Negli altri passaggi processuali dimostreremo che anche per gli altri reati contestati i fatti non sussistono. Rispettiamo la sentenza ma consideriamo quello di oggi solo un passaggio. Attendiamo le motivazioni per andare poi a un altro grado di giudizio”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Per la sinistra dei Tafazzi non c’è cura

Inutile nascondersi dietro alibi o rimpianti: il vaccino per il Covid l’hanno trovato ma per l’autolesionismo della Sinistra non c’è cura. A destra, dove Salvini e Meloni non si parlano e Forza Italia ormai ha poco da dire, come al solito si presenteranno con candidati

Continua »
TV E MEDIA