Primo vertice a Bruxelles dopo il voto

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

dalla Redazione

Dopo il trionfo elettorale, Matteo Renzi vola a Bruxelles dove prende corpo il nuovo Europarlamento. Il premier si presenta in Europa come il volto vincente del socialismo. Proverà ad aprire, come ha detto lui stesso, una «terza via» tra «populismo» e «restaurazione». L’obiettivo è rispondere alla richiesta di «cambiamento» dell’Ue che è arrivata «forte e chiara» dalle urne. «Vogliamo un’Europa che parli il linguaggio dei cittadini», sottolinea suo arrivo al Vertice Ue a Bruxelles.«I nomi vengono dopo l’accordo su ciò che dobbiamo fare. Prima vengono le cose da fare, gli argomenti su cui trovare un equilibro, poi i nomi».

«La convinzione che è il momento di cambiare è molto forte in tutte le istituzioni europee», ha detto Renzi a chi gli domandava se la politica della Merkel cambierà. E allora non basta tentare di nominare un italiano al vertice delle istituzioni Ue (ipotesi «ragionevole», afferma Renzi) ma bisogna correggere la politica di rigore consentendo ad esempio di tener fuori gli investimenti dal patto di stabilità e aprendo così la strada a «un’operazione keynesiana straordinaria in 5 anni da più di 150 mld» per opere pubbliche e politica industriale.

Matteo Renzi ha ricevuto il sostegno di Martin Schulz: «Il Pd ha un forte ancoraggio pro-europeo, ma anche il coraggio di chiedere un cambiamento di rotta» all’Europa e «la sua volontà riformatrice è profonda e improntata alla giustizia sociale» e intercetta «le aspettative degli italiani» ma «senza mai cedere alle sirene populiste». «L’esperimento di Renzi – continua il socialista candidato alla presidenza della Commissione – rappresenta il rinnovamento di cui l’Italia e l’Europa hanno bisogno. In Italia sta contribuendo a ridare fiducia e speranza ai cittadini con proposte costruttive e azioni concrete. E sta mostrando che la politica, quando c’è volontà, può ancora cambiare in meglio la vita della gente, e recuperare così la sua ragion d’essere». «Sono convinto – ha concluso il socialdemocratico tedesco – che la presidenza italiana del Semestre Ue, insieme al ruolo di primo piano della delegazione del Pd nel gruppo S&D, costituirà l’occasione per l’Italia di essere protagonista di una vera svolta verso più democrazia, più efficacia e più solidarietà a livello europeo». Intanto Marine Le Pen ha chiesto al presidente francese, François Hollande, di convocare elezioni anticipate, alla luce dei risultati delle europee che hanno segnato il trionfo dell’estrema destra e la disfatta dei socialisti al governo.Se il Front National arriverà al potere in Francia, è la promessa della leader dell’ultra destra francese «organizzerò un referendum, per chiedere ai cittadini se vogliono uscire dall’Unione europea». «Voglio lo scioglimento dell’Assemblea, che non è affatto rappresentativa», ha dichiarato la Le Pen in un’intervista radio-televisiva per Rmc e Bfm Tv. Secondo la Le Pen, dopo il terremoto elettorale, «si deve rimettere il potere nelle mani del popolo e l’unico modo per farlo è sciogliere la Camera» ed eleggere nuovi deputati. Più in generale sul terreno europeo, la Le Pen ha chiesto di fermare il negoziato per il trattato di libero scambio Ue-Usa, che la Francia metta il veto a un eventuale ingresso della Turchia nell’Ue e anche che il governo, contro le regole europee, proceda alla «nazionalizzazione della Alstom per salvare questa azienda strategica francese». La leader di estrema destra ha poi detto di non escludere un’alleanza in seno al Parlamento europeo tra i militanti del Front National, primo partito in Francia con 24 seggi, e quelli della formazione neonazista greca Alba Dorata.