Vezzali allo Sport in punta di fioretto. Da Draghi doppio regalo a Malagò. La neo sottosegretaria vicina al presidente del Coni. Che ha già ottenuto il decreto sulla governance dell’ente

Valentina Vezzali
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L’anconetana Valentina Vezzali è dai ieri il nuovo sottosegretario con delega allo Sport. Fiorettista medaglia d’oro olimpica a Londra 2012, fu eletta con Monti in Scelta Civica dal 2013 (non perse tempo) al 2018 e poi sparì nel nulla per riemergere improvvisamente prendendosi la delega che fu dell’ex ministro Vincenzo Spadafora. Ma andiamo con ordine.

COLPO GROSSO Chi è Valentina Vezzali? Oltre che per l’oro olimpico è passata alla storia per una clamorosa offerta che fece all’allora presidente Silvio Berlusconi a Porta a Porta nel 2008: “Da lei mi farei veramente toccare”. La signora sembrava seria e mise in imbarazzo l’allora ex premier che di belle figliole, come noto, se ne intende. Detto questo una riflessione è d’obbligo. E cioè come sia possibile che in piena pandemia con l’Italia che sta ripiombando in un nuovo lockdown non troppo dissimile da quello dell’anno scorso, il governo non trovi di meglio che ripescare dal dimenticatoio l’avvenente signora, amica tra l’altro del Presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha ratto e con gli occhietti scintillanti commentato la buona novella: “Nomina Vezzali va esattamente nella direzione che il Coni auspicava”.

Capito? Oltretutto, solo qualche giorno fa, il governo impegnava la sua seconda fiducia (dopo il Milleproroghe) proprio su un decreto Coni volto alla sua riorganizzazione. Con il piano vaccini impantanato e la catastrofe sanitaria Malagò va in brodo di giuggiole per la nomina e intasca due obiettivi in un paio di giorni. Non male. “Annamo bene, annamo proprio bene”, avrebbe commentato la mitica Sora Lella Fabrizi. Evidentemente non tutti in questo Paese sono presi dalle comuni preoccupazioni: crisi sanitaria, crisi economica, crisi e basta. Abbiamo una speranza per l’Italia, la Vezzali che danzando in punta di fioretto risolverà le sorti magnifiche (e sempre) progressive dello sport italiano magari insieme al redivivo Malagò che quando meno te l’aspetti riciccia fuori.

E noi che pensavamo che la priorità del governo in questo momento così difficile fosse la Sanità e magari gli indennizzi economici per chi ha perso tutto. La priorità è invece lo Sport che – come noto – in questo momento è praticamente fermo. Ma al di là delle battute qui c’è un problema strutturale che sta emergendo da questi primi atti del governo Draghi. chi tace acconse nte Intanto il premier sta facendo le stesse cose di Conte, ma senza subire la minima critica. Ora va tutto bene. Matteo Salvini tace sulle chiusure a palla mentre prima sbraitava nelle piazze ai limiti dell’eversione con conseguenti timori sulla tenuta dell’ordine pubblico.

Chiusure, si badi bene, che sono molto più dure di quelle di Conte e in pratica ci rispediscono esattamente ad un anno fa, visto che è tornata la passeggiatina “vicino casa” con conseguenti calcoli trigonometrici per valutare il raggio data la circonferenza e tenuto conto del pi greco. Vi ricordate, per restare in tema, le polemiche che suscitava il povero Spadafora ogni volta che diceva qualcosa ad esempio contro le pericolose riaperture degli stadi? Veniva giù il mondo, ora avremo la bionda dama che risolleverà lo sport italiano, a partire naturalmente dal Coni dell’amico Malagò. Però faccia attenzione Draghi all’hybris che ha perso tanti suoi colleghi. Gli italiani sono molto provati e seppure acciaccati hanno memoria di ferro e non basta il nome e il blasone per convincerli che tutto va bene “madama la marchesa”, perché così non è.