Via alle nuove norme anti-contagio in Emilia Romagna, Veneto e Friuli. Tre ordinanze per evitare la zona arancione. Bonaccini, Zaia e Fedriga hanno agito d’intesa

di Laura Tecce
Politica

La collocazione non cambia, restano “aree gialle”, ma dalla mezzanotte di stasera in Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia saranno in vigore nuove norme più restrittive per cercare di contenere i contagi da Covid-19. I rispettivi governatori hanno giocato d’anticipo e ieri hanno firmato tre ordinanze per evitare di essere collocati in fascia arancione o addirittura rossa, con tutto quello che ne consegue anche a livello economico. I presidenti Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Stefano Bonaccini (nella foto) ne sono assolutamente consapevoli: da qui le soluzioni adottate, sostanzialmente identiche nelle tre regioni, che prevedono l’obbligo di indossare la mascherina sempre, anche all’aperto, la chiusura nei giorni prefestivi e festivi delle medie e grandi aree di vendita, con le sole eccezioni di farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie e edicole.

Nei negozi e in qualsiasi esercizio di vendita potrà entrare un solo componente per nucleo familiare, tranne nel caso in cui si debba accompagnare persone con difficoltà o minori di 14 anni (ordinanza già in vigore in Toscana per i supermercati, firmata dal governatore Giani). Nei giorni festivi dovranno chiudere invece tutte le attività di vendita al dettaglio, i ristoranti rimarranno aperti, ma con gli orari previsti dall’ultimo Dpcm mentre resteranno chiusi i mercati comunali settimanali. In area pubblica o aperta al pubblico la consumazione di alimenti e bevande sarà sempre vietata, consentita e “fortemente consigliata”, l’attività di consegna a domicilio.

In Veneto, inoltre, non sarà più permesso, fino al 3 dicembre passeggiare nelle strade e nelle piazze dei centri storici delle città mentre in Friuli nelle prime ore del giorno i negozi saranno riservati solo agli anziani. Intanto permane “un’ emergenza nell’emergenza”, così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha definito la Campania, riferendosi in particolare alle immagini che arrivano dagli ospedali “Ora bisogna intervenire – ha affermato – Servono zone rosse dove ci sono situazioni negli ospedali fuori controllo, esercito e protezione civile, ma anche collaborazione istituzionale”. Parla invece di “sciacallaggio” il governatore Vincenzo De Luca: “Prosegue una intollerabile campagna contro la sanità della Campania, l’unica nostra richiesta è da tempo l’invio di medici, e da questo punto di vista le risposte non sono arrivate. Il resto è sciacallaggio”.