Via il Green Pass da aprile. La gradualità non ha più senso. Serritella (M5S): “Siamo l’unico Stato che ancora vive di restrizioni”

Green Pass
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Bisogna aiutare il settore del turismo, e in particolare quello del turismo organizzato che “oltre 20 miliardi di fatturato e il 25% dei posti di lavoro da marzo 2020 a oggi a causa dell’emergenza sanitaria”. Anche per questa ragione le misure del governo Draghi che ha approvato ieri il decreto per uscire dallo stato d’emergenza (leggi l’articolo) non convincono il deputato del M5S, Davide Serritella: “Chiedo insieme a molti altri colleghi il superamento totale del Green Pass che avverrà il primo maggio. Quantomeno nel mese di aprile e con la Pasqua alle porte mi sarei aspettato il superamento totale almeno del green pass rafforzato”.

Con due mesi di ritardo, dunque, si supererà il Green Pass rispetto a quanto richiesto da lei e da diversi suoi colleghi. E non solo.
Guardi, proprio due giorni fa ho incontrato i rappresentanti di FTO – Federazione Turismo Organizzato – associazione che aderisce a Confcommercio e che riunisce oltre 1.600 tra i principali tour operator e agenzie di viaggio presenti nel nostro Paese e abbiamo sottolineato quanto sia necessario far cessare le restrizioni legate alla pandemia con la fine dell’emergenza sanitaria, il prossimo 31 marzo. Oltre alle gravissime perdite di carattere economico e occupazionale, agenzie di viaggio e tour operator, così come tutte le aziende che operano nel turismo, hanno vissuto due anni di incertezze continue. Oggi però la maggior parte della popolazione è vaccinata, i Paesi europei stanno via via abbandonando ogni restrizione e giustamente bisogna superare le restrizioni.

Pochi giorni fa però il sottosegretario Costa ha parlato di un’uscita graduale dall’emergenza col green pass. Cosa ne pensa?
Penso che la gradualità non abbia senso una volta finita l’emergenza, ma serviva a partire dal primo marzo. Siamo l’unico Stato che ha mantenuto le restrizioni per più tempo rispetto ad altri paesi d’Europa tipo la Francia. Il virus continuerà a circolare, ma adesso abbiamo gli strumenti per tenere gli effetti sotto controllo e per non paralizzare il Paese. La campagna vaccinale ha raggiunto ottimi risultati, ci sono le cure monoclonali e dobbiamo andare avanti ad affrontare i problemi economici che deriveranno dal conflitto in corso e dalle sanzioni e che stanno già indebolendo il potere di acquisto dei cittadini. Inoltre arriva Pasqua, momento atteso dal turismo che si ritroverebbe nel paradosso assurdo di accogliere stranieri (già restii a scegliere l’Italia come meta e doversi fare un tampone ogni 48h) ma non italiani se sprovvisti di Super Green pass. Sarebbe grave e ingiusto.

Intanto lei insieme ad altri parlamentari M5S e ad altre personalità di spicco come Virginia Raggi avete inviato una lettera ai presidenti di camera e senato. Perché?
Dopo un mio odg favorevole e partecipato, col quale ho chiesto venissero abolite le restrizioni al fine di tutelare i lavoratori, fatta eccezione per le sanzioni amministrative legate all’obbligo vaccinale previsto per gli over 50 e l’utilizzo obbligatorio delle mascherine al chiuso e nei luoghi particolarmente affollati, abbiamo preparato un documento con il quale abbiamo stilato una roadmap al fine di arrivare al 1 aprile 2022 al completo superamento della certificazione verde. Sono stati tanti i portavoce del Movimento cinque stelle e parlamentari che hanno voluto sottoscrivere questo documento. Ci sembrava ragionevole anche per porre fine a una serie di contraddizioni, necessarie per tutelare la salute e gestire una situazione anomala, è vero, ma comunque in qualche modo troppo limitanti.

È soddisfatto delle misure di oggi per il superamento dello stato di emergenza?
No purtroppo non lo sono.

Perché?
Chiedo insieme a molti altri colleghi il superamento totale del green pass che avverrà il primo maggio. Quantomeno nel mese di aprile e con la Pasqua alle porte mi sarei aspettato il superamento totale almeno del green pass rafforzato. Ad esempio, le sembra normale che uno straniero che arriva in italia possa andare nei ristoranti al chiuso con un semplice tampone negativo e un italiano no? A me non pare normale e lo trovo inaccettabile. A questo punto gli italiani dovranno aspettare ancora un altro mese per tornare finalmente alla normalità. Normalità che in altri paesi è già stata “riconquistata”.

Nel Movimento però c’è anche chi è più cauto di lei. Siete divisi?
Non siamo divisi. La maggior parte dei colleghi è su questa linea, poi c’è chi è più cauto, come su ogni argomento.