Via libera all’assemblea Mps. All’orizzonte i nuovi soci. L’aumento di capitale arriverà fino a 3 miliardi. Passaggio inevitabile per salvare la banca senese

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Via libera del Consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi all’assemblea straordinaria che varerà l’aumento di capitale fino a 3 miliardi. L’appuntamento è stato fissato per il prossimo 14 aprile in coincidenza con la riunione dei soci per l’approvazione del bilancio. Insieme alla decisione emergono anche i primi dettagli sull’operazione, in parte ridimensionati dopo le indiscrezioni di stampa che erano state accolte drammaticamente dal mercato (martedì il titolo aveva perso il 9,9%). L’aumento avverrà previo raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di una nuova azione ogni 20 possedute. L’assemblea ordinaria e straordinaria convocata il 14 in prima, ove fosse necessario, slitterebbe in seconda convocazione al giorno successivo per l’ordinaria o al 16 aprile per l’ordinaria e la straordinaria (in terza convocazione).

NUOVO CDA
Oltre al bilancio, ci sarà all’ordine del giorno il rinnovo del Cda secondo il meccanismo delle liste e la nomina del collegio sindacale. In parte straordinaria, oltre all’aumento, ci saranno alcune modifiche statutarie previste per gli aggiornamenti delle disposizioni di vigilanza da parte della Banca d’Italia. È ben chiaro che non si tratta di un passaggio come tanti per la vita della banca. E questa volta il management non potrà più fallire come è avvenuto solo pochi mesi fa con l’ultimo aumenti di capitale. L’ultimo secondo il presidente Alessandro Profumo. I fatti e soprattutto le contestazioni della Banca centrale europea nel suo ruolo di vigilanza hanno reso invece obbligatorio questo nuovo salasso per gli azionisti. Per molti, a cominciare dai cassettisti, l’investimento in Rocca Salimbeni è ormai da molti anni un disastro, nonostante un certo recupero delle ultime settimane. Dal Cda di ieri sono venute novità anche su un altro fronte delicatissimo: la partecipazione dello Stato allo stesso salvataggio.

TORNA LO STATO BANCHIERE
Il Tesoro a luglio potrebbe ricevere infatti azioni Mps pari a circa il 4% del capitale. È questa l’ipotesi che ha fatto la Banca che ha determinato il numero di azioni da assegnare al ministero di via XX settembre per il pagamento degli interessi 2014 sui Monti bond, dal prossimo 1 luglio. Il numero è di circa 449 milioni di azioni ordinarie. Nell’ipotesi, a titolo di esempio – scrive Mps – di un aumento di capitale da effettivi 3 miliardi e con un prezzo delle azioni alla data del lancio dell’aumento in linea con i valori attuali “la quota del ministero dell’Economia dopo il completamento dell’aumento sarebbe del 4% circa”. Un po’ meno, in sostanza, rispetto al circa 5% che si stimava in precedenza. L’operazione crea comunque un pericoloso precedente. Dopo essere uscito dalle banche da oltre venti anni, lo Stato torna a fare il banchiere. Una vocazione che ha dimostrato di non avere e sulla quale aveva giurato solennemente di non impegnarsi più.