Via libera del Governo al Def. Briciole a imprese e famiglie. Draghi promette un altro Whatever it takes. Ma senza scostamento ci sono solo 5 miliardi

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Rispolvera il suo vecchio motto (Whatever it takes) di quando era alla guida della Bce: “Faremo tutto ciò che è necessario per aiutare le imprese e le famiglie” all’interno di una cornice europea e di equilibrio dei conti, “ma la disponibilità del governo è totale”, dice il premier Mario Draghi dopo il via libera all’unanimità del Consiglio dei ministri al Documento di economia e finanza (Def).

Il prossimo pacchetto di aiuti a famiglie e imprese che il Governo varerà dopo il Def mette sul piatto appena cinque miliardi di euro

Ma alla fine della fiera il Governo per il prossimo pacchetto di aiuti a famiglie e imprese che varerà dopo il Def mette sul piatto – almeno per ora – appena cinque miliardi di euro. Risorse che il leader del M5S, Giuseppe Conte, definisce insufficienti.

L’ex premier ritorna a chiedere lo scostamento di bilancio, su cui convergono anche le altre forze politiche, dal Pd alla Lega. Per recuperare risorse all’altezza delle emergenze economiche e sociali è necessario, propone il M5S, anche aumentare almeno al 25% la tassazione sugli extraprofitti di chi in questo periodo ha messo a segno guadagni straordinari proprio grazie ai rincari. L’unica misura concreta che oggi il Governo ci comunica è la proroga di 10 giorni, fino al 2 maggio, del taglio da 25 centesimi delle accise su benzina e gasolio.

Draghi fa appello all’unità di tutti i partiti ma l’ennesimo richiamo fa a pugni con quanto negli stessi minuti sta avvenendo in Parlamento dove i partiti di maggioranza sono l’un contro l’altro armati tanto sulla riforma del Csm quanto sulla delega fiscale. Il Governo prende in considerazione nel Def la prospettiva di un embargo russo su gas e petrolio.

L’impatto sulla crescita varia a seconda di quanto riusciranno gli sforzi in corso per diversificare l’approvvigionamento di energia: se tutto andrà secondo i piani, si limiterà a ridurre il Pil 2022 di 0,8 punti, se invece qualcosa dovesse andare storto, la carenza di gas costringerà a razionare le scorte e l’impatto su imprese e famiglie affonderà la crescita di 2,3 punti, portando il Pil reale a crescere di appena lo 0,6%.

Ma Draghi mostra di non aver paura anche se ammette che siamo coperti in caso solo fino a ottobre. Ma “preferiamo la pace o il condizionatore acceso?”, chiede. Per il resto il quadro macroeconomico che emerge dal Def prende atto di una crescita in deciso rallentamento. Dal +6,6% messo a segno nel 2021, il Pil frenerà a +3,1% quest’anno (contro il +4,7% stimato nella Nadef a ottobre), riducendo ulteriormente il ritmo negli anni successivi. Il deficit passerà invece dal 7,2% del Pil dello scorso anno al 5,6% di quest’anno. E il debito scenderà al 146,8%.