Via libera del Senato alla Giustizia

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di Alessandro Righi

La riforma della giustizia passa al Senato. Dopo le polemiche a causa del passo indietro di Matteo Renzi sulla responsabilità civile dei magistrati (retromarcia che aveva fatto imbestialire gli “alleati occulti” di Forza Italia e che aveva portato al rischio dimissioni del relatore stesso del testo Enrico Buemi), alla fine il testo è passato con il voto di fiducia annunciato già qualche giorno fa dal ministro Maria Elena Boschi. L’esecutivo ha incassato il sì di Palazzo Madama con 161 voti favorevoli, 51 contrari e nessun astenuto. Il decreto passa ora alla Camera.

COSA PREVEDE
Il testo, però, non è solo responsabilità civile dei magistrati (che, come detto, è parecchio calmierata rispetto al testo iniziale). Il decreto comprende, tra gli altri, i due punti caldi delle ferie dei magistrati e del cosiddetto divorzio breve. Si andrà davanti al pm per l’ok anche in assenza di figli minori. Se ci sono figli anche la tempistica diventerà più stringente. Per quanto invece riguarda il taglio delle ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni resta come deciso dalla commissione. E così la definizione del periodo feriale per i tribunali, dal primo al 31 agosto, non entra nelle modifiche dell’esecutivo. Nel testo si ripristinano anche alcuni uffici di Pace prima tagliati.

ALLA CAMERA
La discussione, ora, si sposta alla Camera, dove comincerà solo dai primi di novembre, secondo quanto decido dai capigruppo. I tempi saranno anche qui molto stringenti, dato che il decreto deve essere convertito in legge entro l’11 novembre. Pena la sua decadenza.

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