Via libera nelle scuole alle mascherine di comunità lavabili e riutilizzabili. Lo prevede l’ultimo Dpcm. M5S: “Ottima notizia per la salute e l’ambiente”

dalla Redazione
Cronaca

Oltre alla mascherina chirurgica, fornita dalle strutture scolastiche a ogni alunno, secondo quanto prevede l’ultimo Dpcm emanato dal Governo, “possono essere utilizzate anche mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.

A precisarlo è stato il capo Dipartimento del ministero dell’Istruzione, Marco Bruschi, in una circolare alle scuole, citando le disposizioni del Comitato tecnico scientifico che si è riunito ieri e che ha risposto ad un preciso quesito posto dal ministero dell’Istruzione. Nelle sezioni di scuola primaria a tempo pieno e della secondaria di primo grado a tempo prolungato, precisa ancora la circolare, “è necessario prevedere la sostituzione della mascherina di tipo chirurgico a metà giornata, per garantirne l’efficienza. La struttura commissariale sta già provvedendo allo sviluppo delle forniture”.

“La nota del ministero dell’Istruzione che conferma la possibilità di utilizzare a scuola le mascherine di comunità lavabili e riutilizzabili è un’ottima notizia” affermano in una nota le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle nelle commissioni Ambiente e Cultura. “Grazie all’impegno del MoVimento 5 Stelle – aggiungono – studenti e personale potranno evitare il ricorso alle mascherine usa e getta utilizzando dispositivi comunque idonei a proteggere la salute ed evitare il contagio da Covid”.

Oltre a un oggettivo beneficio in termini di riduzione dei rifiuti, questa notizia, aggiungo i parlamentari M5S, “ha anche un forte valore educativo, contribuendo a sensibilizzare i nostri giovani sulla necessità di salvaguardare la salute e al tempo stesso l’ambiente e gli ecosistemi, messi oggi fortemente a rischio dall’imperversare dell’usa e getta, che con il nostro impegno in Parlamento stiamo progressivamente ridimensionando in favore di soluzioni più ecocompatibili”.