Viaggi di morte nel Mediterraneo

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Dalla Redazione

L’Italia non può essere lasciata sola. Questo il succo di quanto affermato dall’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati: “serve un’azione urgente e concertata a livello europeo che preveda il rafforzamento delle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo”. L’Unhcr esprime apprezzamento per quanto fatto dalla Marina Militare con l’operazione Mare Nostrum che “ha permesso di salvare migliaia di vite”, ma l’emergenza è tale che servono più forze. Fino sono stati circa 124.380 gli arrivi via mare in Europa, di cui ben 108.172 in Italia, tra i quali almeno 14 mila minori di cui 8.600 non accompagnati. E i morti negli ultimi giorni hanno toccato picchi molto elevati. Sono quasi 1900 morti dall’inizio dell’anno, di cui 1600 dall’inizio negli ultimi 3 mesi.

In Libia sono ripresi grossi flussi di esodo, anche perché è peggiorata nettamente la situazione per quanto riguarda i controlli e la sicurezza interna. Secondo l’Unhcr serve trovare un alternativa legale a questi viaggi, sempre più mortali. Ma intanto si continua a partire da Eritrea, Siria e Somalia soprattutto. Dall’inizio della missione Mare Nostrum sono 113 mila i migranti tratti in salvo dalla Marina e 230 gli scafisti fermati. Ma dai vertici della Marina militare c’è l’auspicio che l’operazione Mare Nostrum possa essere trasformata in una missione internazionale guidata dall’Italia.