Viale Mazzini, già si respira l’aria del cambiamento. Una lista dei moderati sfida il pensiero unico al congresso Usigrai

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Catene che si spezzano. Non è ancora nato ma in Rai l’effetto del nuovo governo pentaleghista è già dirompente. Primo banco di prova il congresso a giugno dell’Usigrai, il sindacato unico dove il Moloch di Sinistra da sempre al comando quest’anno si sentirà meno solo. Decine di giornalisti della tv pubblica hanno dato vita infatti a una lista alternativa, dal nome evocativo di “Pluralismo e Libertà”, che si contenderà i delegati col tradizionale listone unitario di “Usigrainsieme per la Rai”. L’esito del congresso è scontato, per quanto anomalo: il segretario uscente Vittorio Di Trapani può contare ancora su una solida maggioranza, grazie alla quale non dovrebbe avere problemi a farsi confermare per il terzo mandato. Ed è qui la stranezza: nella prassi i segretari sono sempre stati cambiati dopo due cicli. Un esito che Di Trapani ha sterilizzato tirandosi sostanzialmente dietro i vecchi rappesentanti dell’area moderata, Romolo Sticchi e Luigi Monfredi.

Anche da qui è nata la reazione del nuovo fronte al congresso, che ha per capolista il giornalista del Tg1 Giuseppe Malara, insieme al quale si sono schierati colleghi degli altri Tg nazionali (tranne il 3), della TgR, di Tg Parlamento e del Giornale Radio. Nelle assemblee sindacali di qualche testata sono stati bollati come filo Centrodestra e leghisti, ma a quanto sostengono nel loro programma si rivolgono a tutti i moderati e a chi vuol girare pagina col pensiero sindacale unico nella tv di Stato. Un’esigenza di differenziarsi che nasce da contestazioni durissime sulla passività del sindacato Rai sulle grandi sfide e i problemi dell’azienda: dall’inspiegabile debolezza sui nuovi media digitali a una migliore organizzazione generale del lavoro. Si gioca insomma una partita che apre la strada a una stagione di vero cambiamento per Viale Mazzini. I giochi per il nuovo Cda restano ancora coperti. Si è già fatto avanti Michele Santoro e non è facile trovare la linea libera sui telefoni del consigliere uscente in quota Cinque Stelle Carlo Freccero e del neo deputato Gianluigi Paragone. Ancora tutto da decidere anche tra i sindacati confederali, che avranno per la prima volta un ruolo determinante nella scelta del consigliere espressione dei dipendenti. Un posto in Cda di cui si sa solo che non sarà lasciato all’Usigrai.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La Giustizia che fa paura alla Lega

Chi avesse ancora dubbi su uno dei motivi per cui il Governo Conte è stato fermato proprio il giorno prima che l’allora ministro Bonafede facesse il punto sulla riforma della Giustizia, senta bene le parole dette ieri da Salvini: “Questo Parlamento con Pd e 5

Continua »
TV E MEDIA