Vigilanza sul Recovery Fund: stop dei 5 Stelle a Brunetta presidente. Ok alle due commissioni sugli aiuti, ma la Lezzi frena l’ex ministro forzista

dalla Redazione
Politica

Il fattore tempo continua ad essere determinante. Lo è stato in fase di trattativa a Bruxelles e lo è anche adesso che i fondi sono stati stanziati. L’obiettivo di Giuseppe Conte, assicurata all’Italia la fetta più consistente del Recovery Fund (209 miliardi fra sussidi e prestiti) è quello di accelerare per arrivare alla scadenza di metà ottobre con un Piano di riforme credibile e ambizioso da presentare in Europa. Piano che sarà elaborato dal governo attraverso il Ciae, il Comitato interministeriale affari europei, affiancato da un comitato tecnico. Intorno al tavolo, insieme al premier a cui  comunque spetterà un determinant ruolo di regia, siederanno già  oggi per la prima riunione operativa  il ministro per gli Affari europei Amendola, con il compito di coordinamento, ovviamente il ministro dell’Economia, i titolari degli Esteri, dello Sviluppo Economico e della Salute, il presidente dell’Anci De Caro, Stefano Bonaccini per le Regioni e Michele de Pascale per le Province. Il premier Conte ha accolto anche la richiesta, arrivata negli scorsi giorni sia dai partiti di maggioranza – Pd in testa ma anche dallo stesso presidente della Camera Roberto Fico – che dalle opposizioni con FI in testa, di coinvolgere il Parlamento nell’elaborazione del Piano con un ruolo di indirizzo. La strada che con tutta probabilità sarà intrapresa sarà quella di istituire non un bicamerale (come proposto dai senatori dem guidati da Marcucci) ma due commissioni monocamerali speciali. Una di queste, quella di Montecitorio, è rivendicata dagli azzurri e indiscrezioni di stampa ne indicano come probabilmente presidente il responsabile economico del partito, Renato Brunetta, opzione che ha fatto immediatamente alzare le barricate da parte dell’esponente del Movimento 5 Stelle Barbara Lezzi: “Repubblica annuncia la presidenza di un’eventuale commissione bicamerale per la spesa del programma europeo Next Generation Eu (Recovery Fund) a Brunetta. La notizia non può essere vera, saremmo di fronte alla certificazione dell’entrata in maggioranza di Forza Italia. Si darebbe a Berlusconi un potere che non ha mai avuto prima”, scrive su Facebook la senatrice, “Ricordo che si tratterebbe di una commissione tenuta a deliberare azioni e programmi che prevedono una cifra che supera i 200 miliardi. Una commissione, quindi, che conferirebbe a chi la presiede un potere politico enorme. Conoscendo Berlusconi, non potremmo dormire sonni tranquilli. Non si può neanche minimamente pensare di dare una presidenza così fondamentale per il futuro dell’Italia a chi l’Italia l’ha depredata con anni di leggi ad personam e sprechi di ogni genere che l’hanno resa estremamente fragile sotto ogni aspetto”, conclude. e le sue parole non lasciano dubbi ad interpretazioni. Critica sulla scelta di istituite nuove commissioni ad hoc anche Italia Viva, con la capogruppo alla Camera Maria Elena Boschi molto esplicita in merito: “Non è necessario istituire nuove commissioni. Possiamo lavorare in Parlamento con le commissioni già esistenti. Iv ha chiesto di dedicare una sessione ad agosto per discutere su come spendere i soldi del Recovery Fund. Quindi nessuna task force o nessuna nuova commissione. Abbiamo bisogno di far crescere posti di lavoro, non le poltrone in Parlamento”. Ovviamente le motivazioni di Iv non sono quelle del Movimento ma la conclusione è la medesima, nessuna “interferenza” sulla gestione dei fondi Ue.