Vince la linea del rigore, ecco la squadra di Juncker

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Di Sergio Castelli

Chi puntava a una maggiore flessibilità da parte dell’Europa sulla disciplina fiscale può ormai mettere da parte ogni speranza. Con la presentazione della squadra fatta dal presidente della prossima commissione europea Jean-Claude Juncker è tramontata qualsiasi possibilità di deroga. E non tanto per la scelta del socialista Pierre Moscovici, ex ministro delle Finanza francesi, come commissario europeo per gli Affari economici, ma perché a supervisionare su tutti i commissari di materia economia ci sarà il popolare, nonché ex premier finlandese, Jyrki Katainen, che fa del rigore il suo piatto forte.

Sulle regole non si tratta
Quindi nessun cambio di rotta in vista. Tanto che anche Moscovici, che sarebbe pur stato favorevole a una linea più morbida, in un’intervista al quotidiano Les Echos, ha già chiuso le porte a qualsiasi cambiamento delle regole: “Prima di tutto dobbiamo applicare le regole, tutte le regole e nient’altro che le regole”, una posizione chiara quella di Moscovici, “è escluso che si possa concedere una qualsiasi deroga, sospensione o eccezione. Le regole non offrono dei margini di interpretazione in funzione delle circostanze economiche e degli sforzi strutturali che sono operati”. Katainen avrà una sorta di potere di veto oltre a indirizzare e coordinare il lavoro di tutti i settori legati all’economia e la finanza. Lo stesso Juncker ha spiegato che i vicepresidenti potranno “bloccare l’iniziativa legislativa perché la commissione dovrà funzionare come una squadra ben organizzata”. Diventerà praticamente impossibile per un singolo commissario prendere una decisione da solo. Per quanto riguarda il francese Moscovici sarà in pratica un commissario che parte già commissariato. Oltre al commissario finlandese dovrà fare i conti anche con quello lettone Valdis Dombrovskis, un altro esponente che non fa certo della flessibilità il suo cavallo di battaglia.

Il team europeo
Primo vicepresidente sarà l’olandese Frans Timmermans e sarà responsabile dell’ordine del giorno. Altri sei vicepresidenti tra cui la “nostra” Federica Mogherini (l’unico vicepresidente tra le fila del Pse). I vice di Juncker saranno divisi a seconda dei progetti e per aree di interesse. Uno dei compiti più difficili spetterà però sempre a Katainen a cui il presidente della commissione ha affidato il piano investimenti da 300 miliardi per dare una spinta decisiva alla crescita. Il finlandese vigilerà sui altri commissari: quella al lavoro (la belga Marianne Thyssen), ai servizi finanziari (il britannico Jonathan Hill), all’industria (la polacca Elzbieta Bienkowska), all’economia digitale (il tedesco Gunther Oettinger), al clima (lo spagnolo Miguel Canete) e ai trasporti (lo slovacco Maros Sefcovic). I commissari sono in tutto 28. Alle donne nove portafogli chiave (i ministeri della Commissione europea). Quindici commissario appartengono al Ppe, sette ai socialisti e democratici, cinque ai liberaldemocratici e uno ai conservatori.

Vittoria tedesca
La linea del rigore è anche una vittoria della cancelliera Angela Merkel che ieri al Bundestag ha plaudito alla Commissione europea: “Fa bene a fare pressione sul rigore e sulle riforme, e ha il sostegno tedesco. Per raggiungere i nostri obiettivi è necessaria una stretta disciplina della spesa. Questo vale per la Germania e anche per l’Europa”. Tornando alle vicende più di casa nostra da quello che trapela a Bruxelles, la Mogherini dovrebbe lasciare la Farnesina subito dopo il voto di fiducia del Parlamento europeo alla nuova Commissione di Jean-Claude Juncker, che si terrà durante la sessione plenaria di Strasburgo dal 20 al 23 ottobre.