Virata della Pinotti. Mai parlato degli F-35

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di Angelo Perfetti

E poi dicevano che era un vizio di Berlusconi quello di dichiarare una cosa e fare marcia indietro dando la colpa alla cattiva interpretazione dei giornali. Il vespaio di polemiche suscitato dalle dichiarazioni del ministro Pinotti sulla necessità di ridurre le spese in ambito militare, e segnatamente nell’Aeronautica (il che collega il discorso direttamente alle forniture dei caccia bombardieri F-35) ha indotto il ministro a fare una rapida retromarcia o, tanto per restare in tema, una brusca virata. Parlando alla Commissione Difesa di Camera e Senato il ministro torna sui suoi passi aggrappandosi a sottigliezze lessicali. A dire il vero il messaggio lanciato era chiaro, anche se non dettagliato nelle varie voci (F-35 compresi) e infatti da tutti capito. Ma le esigenze di stabilità politica, nonché i rapporti con i comparti industriali del settore, hanno spinto Pinotti ad alcune drastiche precisazioni: “Nel programma di razionalizzazione delle spese della Difesa, compreso nel trinomio ‘’ripensare, rivedere, ridurre – ha sottolineato io ministro – non ho mai parlato, nello specifico, di un programma come quello che riguarda gli F35 perché sarebbe sbagliato’’. Occorre, quindi ‘’evitare semplificazioni’’ su questo tema sapendo che ‘’va fatto un lavoro complessivo su tutti i sistemi d’arma’’. A chiarirlo è stata ieri la stessa Pinotti spiegando le linee programmatiche del suo dicastero. Il ministro ha quindi aggiunto che sul tema della razionalizzazione delle spese militari ‘’non ci sono fughe in avanti’’ così come sempre ‘’ripetuto’’ in Parlamento nel corso delle informative. “I media – ha spiegato Pinotti – hanno anche esteso mie considerazioni con valutazioni che io non ho fatto. Per i programmi d’arma ho parlato di tre ‘R’, ripensare, rivedere, ridurre, ma è sbagliato parlare nello specifico di un programma. Il fatto che abbia parlato di riduzione significa che si comincia a ragionare e io lo voglio fare con il Parlamento”. Il ministro ha anche specificato che “la domanda ‘dobbiamo chiederci se ci serve un’Aeronautica’ era una domanda retorica. L’Aeronautica è’ un assetto strategico”.

C’è chi dice no
Se la Pinotti non si sbilancia per la tesi sulla riduzione degli F-35, c’è però chi lascia trapelare qualcosa. Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, conferma: “Ne abbiamo parlato con Alfano e Renzi alla formazione del Governo e crediamo che ci sono dei momenti in cui il Paese è come una famiglia, se hai poche risorse devi decidere dove destinarle. In questo momento “noi abbiamo una priorità assoluta, senza sforare il deficit, tagliare tutte le risorse necessarie e investirle per dare aiuto ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie. Se quindi – ribadisce – un taglio della spesa, in una situazione che è ormai diversa nel nostro Paese, agli F35 può aiutare ad andare in questa direzione, noi ci siamo detti totalmente disponibili e responsabili”. Sulle indiscrezioni relative ad una possibile vendita della portaerei Garibaldi, Lupi chiarisce di non averne mai “sentito parlare e non ne abbiamo mai discusso, non mi posso esprimere”.

La portaerei ferme
Anche se Lupi non si esprime, ci sono verità che non possono essere negate. La nostra Marina militare dispone di ben due portaerei: oltre alla Cavour abbiamo la Garibaldi. E queste navi da guerra, senza velivoli efficaci ed efficienti, sono pressoché inutili. Se non portiamo a compimento il progetto F-35 le navi diventano inutili. Se a questo aggiungiamo il ricordo di quando l’attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, quando era ministro degli Affari regionali, nel corso di un videoforum a giugno 2013 bocciò l’acquisto degli aerei: “Non si può dire che sia semplicissimo – disse – ma dobbiamo fare di tutto per recuperare risorse per l’emergenza vera che non è quella della difesa, ma del lavoro per i giovani. Non ha senso spendere risorse nel comparto militare. Secondo me – sosteneva l’esponente del Partito democratico – bisogna fare un’ulteriore istruttoria, si può rimodulare questa spesa, ma ci sono diverse implicazioni di lavoro, industria, accordi internazionali. Ma credo che una revisione andrebbe fatta”.

Soldi per il debito pubblico
Sulla spending review e sui possibili tagli agli F35 annunciati dal ministro Pinotti intervento anche dell’ex ministro alla Difesa, La Russa, che ricorda: “Quando ero ministro della Difesa ho ridotto di 25 unità la commessa sugli Eurofighter portandoli da 121 a 96. Purtroppo però, e la gente questo non lo sa, quello che si risparmia dai tagli non può essere destinato ai servizi ma solo all’abbattimento del debito pubblico”.