Virologi che si credono politici. Fosse per loro chiuderebbero tutto. Il solito Ricciardi non rinuncia a seminare paure. E sulle date del vaccino sembra una partita a tombola

di Giuseppe Vatinno
Cronaca

Li abbiamo cominciati a conoscere all’inizio della pandemia e cioè lo scorso marzo. Dapprima timidamente poi sempre più aggressivamente hanno conquistato tutti i media in prima serata. Successivamente si sono riuniti in una gilda, il Cts, il Comitato tecnico scientifico, ed alcuni sono volati a fare i consiglieri di ministri. I mesi di giugno e luglio li hanno visti praticamente disoccupati visto che il virus, grazie al lockdown, era ai minimi storici. Poi dopo le aperture sconsiderate ai vacanzieri è esploso il numero dei contagiati e loro sono subito ricomparsi in Tv monopolizzando di nuovo giorno e notte i media.

TUTTOLOGHI. Premesso che i virologi e i medici sono fondamentali in questo momento, il punto è un altro e cioè la tendenza di diversi di loro a non fare i medici ma a diventare personaggi Tv, “tuttologhi”, che cominciano a fare politica e non scienza. E questo è pernicioso per due ordini di motivi. Il primo è che non è eticamente corretto “sfruttare” il clamore virale per fare altro e il secondo perché indeboliscono la loro autorità in un momento difficilissimo presso la pubblica opinione.

Prendiamo il caso del consigliere del ministro della Salute, Walter Ricciardi. Ieri ha esternato (ne produce almeno una al giorno di esternazione): “Alcune aree metropolitane come Milano, Napoli e probabilmente Roma, sono già fuori controllo dal punto di vista del controllo della pandemia, hanno numeri troppo alti per essere contenuti con il metodo tradizionale del testing e tracciamento”. Ma le sue considerazioni sono politiche non mediche. C’è altra gente pagata per questo, lui si deve limitare solo alla tecnica medica senza scavalcare il premier Giuseppe Conte e il suo stesso ministro della Salute Roberto Speranza. È lo stesso Ricciardi – già attore di film sulla camorra – che diceva ad inizio pandemia che le mascherine non servivano. Inizialmente attaccò il governo e il ministro ed in seguito fu preso a bordo del ministero e da allora divenne un fan del ministro stesso.

Poi c’è chi continua a minimizzare la pandemia come la microbiologa del Sacco di Milano, Anna Maria Gismondo che dopo essere stata solennemente rampognata per la sua posizione non ha trovato di meglio che dire: “Mi hanno massacrata perché donna”. E se il premier annuncia il vaccino per dicembre arriva subito Andrea Crisanti ordinario di microbiologia all’Università di Padova: “Forse fra due mesi qualcuno dirà che abbiamo un vaccino, ma tra dirlo e fare uno studio pilota e poi distribuirlo passano tanti mesi”.

TUTTO E IL CONTRARIO. Ed allora salta su Roberto Burioni che tosto rintuzza rilanciando: “Vaccino Covid entro novembre”, ma poi smentisce la data. E se Franco Locatelli presidente del Consiglio Superiore di Sanità e componente del Comitato tecnico scientifico dice: “Si sta facendo un grande sforzo internazionale sui vaccini. Realisticamente credo che potremmo far partire le vaccinazioni per le persone fragili, le forze dell’ordine, gli operatori sanitari nei primi mesi della prossima primavera”, Burioni tosto replica: “Presa in giro”.

E queste sono solo alcune perle di un mare ricchissimo di continue dichiarazioni e subitanee smentite che hanno il solo effetto di confondere e disorientare la già confusa e disorientata (e preoccupata) opinione pubblica che dagli scienziati vuole solo scienza e non la fiera dell’Ego o di chi ce l’ha più lungo. Occorre responsabilità sia da parte di chi invita in Tv i virologi sia da parte di loro stessi.