La casta non muore mai. Vitalizi, gli ex deputati pronti alla class action contro la delibera che dà un taglio agli assegni

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C’era da aspettarselo. Mentre non si placano le polemiche fra Pd e Movimento 5 Stelle sullo spinoso tema dei vitalizi, il piccolo taglio agli assegni degli ex deputati deciso mercoledì dall’ufficio di presidenza di Montecitorio non è proprio andato giù agli interessati. Tanto che ora, secondo quanto riportato dall’Agi, gli onorevoli in pensione si preparano a fare una class action contro la decisione assunta dai vertici della Camera.

La delibera firmata dalla vicepresidente Marina Sereni (Pd) e approvata all’unanimità dall’organismo parlamentare (grillini esclusi), lo ricordiamo, prevede un contributo di solidarietà per tre anni – a decorrere dal prossimo 1° maggio – sulla parte eccedente l’importo di 70mila euro lordi annui per i vitalizi in essere relativi alle passate legislature. Una misura che farà risparmiare alla casse di Montecitorio circa 2,4 milioni di euro l’anno da qui al 2020 (7,2 milioni in totale): appena l’1,7% dell’importo sborsato annualmente per questo capitolo di spesa. Non solo.

Su Libero, Franco Bechis ha calcolato come la misura adottata si applicherà a meno del 20% degli assegni. Per chi percepisce un vitalizio lordo che oscilla fra 5.500 e 6.600 euro lordi al mese, sempre secondo il giornalista, il contributo di solidarietà sarà di appena 83 euro (sempre lordi) ogni trenta giorni. Mentre il taglio più corposo, che oscilla fra 400 e 600 euro lordi al mese, riguarderà solo il 6% degli ex inquilini della Camera che oggi incassano l’assegno. Nessuno però, a quanto pare, ha intenzione di fare dei piccoli sacrifici. Quelli meglio lasciarli ai cittadini.

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