Formigoni libera tutti: pensione pure ai condannati. Ieri il Senato ha restituito il malloppo anche a Del Turco. Ora tocca a Silvio, Cecchi Gori & C.

ROBERTO FORMIGONI
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Dopo quasi cinque ore di aspra discussione, il Consiglio di Presidenza del Senato ha dato il via libera al ripristino del vitalizio del senatore Ottaviano Del Turco. Sostanzialmente è stato preso atto che la decisione della Commissione Contenziosa che ha dato via libera al ricorso di Roberto Formigoni, è esecutiva erga omnes ossia valida per tutti.

Formigoni libera tutti: pensione pure ai condannati

Si tratta di una decisione, infatti, che annulla la delibera del 2015 di Pietro Grasso e Laura Boldrini, all’epoca rispettivamente presidente del Senato e della Camera. Con cui veniva evocato il trattamento previdenziale ai parlamentari condannati. Che la decisione fosse scontata, era chiaro da tempo. Proprio la trattazione del caso su Del Turco era stata rinviata. Rimandando proprio alla decisione sul caso dell’ex governatore della Lombardia che, evidentemente, appariva destinata a fare scuola.

Proprio quanto è effettivamente accaduto con l’effetto domino che si è scatenato e che sta dando il via a furibonde polemiche politiche. Mentre il centrodestra evita l’argomento, a promettere battaglia è il Movimento 5 Stelle. Che si è detto contrario alla restaurazione di quello che definiscono un privilegio. Per questo i parlamentari del M5S hanno fatto sapere che chiederanno di impugnare la sentenza della Commissione Contenziosa del Senato. Che ha letteralmente spalancato le porte all’annullamento di tutte le delibere di Palazzo Madama legate alla Grasso-Boldrini. “Abbiamo chiesto alla presidente Casellati di procedere con il ricorso, e con la sospensione della sentenza” sul caso Formigoni “chiedendo l’intervento del segretario generale, su richiesta del presidente”, spiega Paola Taverna.

Ieri il Senato ha restituito il malloppo anche a Del Turco

Dello stesso avviso la pentastellata Laura Bottici, questore di Palazzo Madama. Secondo cui “c’è il rischio di una valanga di ricorsi, che potrebbero mettere in crisi il bilancio del Senato”. Irritazione da parte dei grillini. Che è stata ulteriormente amplificata anche dalle motivazioni che hanno accompagnato la decisione della Commissione Contenziosa. La quale ha sottolineato come la sentenza su Formigoni derivi da quanto previsto dalla legge-bandiera del M5S, quella sul reddito di cittadinanza. Che prevede che le pensioni siano revocabili solo per terrorismo e mafia.

“Se è davvero questa la bizzarra conclusione della Commissione Contenziosa, ci aspettiamo che il Senato assegni a Formigoni un importo equivalente a quello di un reddito di cittadinanza di 780 euro e niente di più”. Lo hanno tuonato i parlamentari 5s. Parole a cui ha risposto il senatore di Forza Italia Francesco Giro. Secondo cui “la richiesta dei 5 stelle rivolta alla Presidente Casellati di promuovere rispetto all’amministrazione del Senato un ricorso alla sentenza Caliendo, è impropria. Perché solo il vertice della stessa amministrazione, nella persona del Segretario Generale, può impugnare il provvedimento in piena autonomia, sentita l’Avvocatura dello Stato”.

Ora tocca a Silvio Cecchi Gori & C.

Il forzista poi ci tiene a precisare che “personalmente non credo vi siano le basi per invocare i presupposti di autotutela del Senato rispetto ad una sentenza giuridicamente ineccepibile. Ricorsi temerari vanno assolutamente evitati”. A questo punto la decisione su Formigoni, permetterà a molti parlamentari di riottenere il vitalizio. Guardando al Senato e solo ai casi più noti, chi spera di rientrare in possesso dell’assegno che, secondo alcune sentenze è da considerare come un contributo pensionistico, c’è Vittorio Cecchi Gori condannato a 5 anni per il crac della Safin Cinematografica. Franco Righetti ossia l’ex Margherita con il pallino per gli affari immobiliari. E Ferdinando Di Orio su cui pende una condanna a 2 anni e 6 mesi per induzione indebita.

Pronto a stappare lo champagne anche Silvio Berlusconi finito nei guai per la vicenda Mediaset. Chi, stando all’interpretazione della decisione della Commissione Contenziosa che escluderebbe la restituzione del vitalizio per chi ha condanne per reati gravi, potrebbe restare a bocca asciutta è il forzista Marcello Dell’Utri come anche l’ex Dc Enzo Inzerillo.

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