Continua a salire il numero delle vittime da Covid. Sono 386 in più nelle ultime 24 ore. Nove le regioni in cui i ricoveri superano la soglia d’allerta del 40%

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Sono 13.846 i nuovi casi di contagio registrati in Italia nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 20.159) e 386 le vittime (ieri 300) a fronte di 169.196 tamponi (ieri 277.086). Il tasso di positività è salito all’8,1% dal 7,2%. Prosegue la crescita dei ricoveri: i pazienti nelle terapie intensive, secondo quanto riferisce il bollettino giornaliero del ministero della Salute, sono 62 in più con 227 ingressi del giorno, per un totale di 3.510 ricoverati; mentre i degenti nei reparti ordinai sono 28.049 (+565).

E sono proprio i ricoveri a preoccupare di più. Sono tornati, infatti, sopra la soglia d’allerta del 40%. Secondo i dati forniti dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), riferiti a ieri, i pazienti positivi al Coronavirus sono il 42% di quelli ricoverati in Medicina interna, Infettivologia e Pneumologia. E continuano a crescere anche i posti letto occupati da pazienti Covid nelle terapie intensive, che sono ora pari al 38% e già da quasi due settimane oltre il livello d’allerta del 30%.

Per quanto riguarda i reparti di medicina interna, infettivologia e pneumologia, la soglia critica del 40%, individuata dal Ministero della Salute e oltre la quale diventa difficile la presa in carico degli altri malati, risulta superata da 9 regioni o province autonome: Abruzzo (45%), Emilia Romagna (55%), Friuli Venezia Giulia (47%), Lombardia (52%), Marche (65%), Molise (45%), Piemonte (59%), Puglia (46%) e Umbria (43%). Il Lazio si attesta, invece, al 40%.

Salgono a 12 le regioni che superano la soglia critica del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid e oltre la quale diventa difficile la presa in carico degli altri malati: Abruzzo (49%), Emilia Romagna (52%), Friuli Venezia Giulia (46%), Lazio (34%), Lombardia (57%), Marche (61%), Molise (41%), Provincia autonoma di Trento (58%), Piemonte (55%), Puglia (37%), Toscana (41%) e Umbria (52%). Il valore è invece al 30% nella Provincia autonoma di Bolzano.

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