Vittime della strada, l’ultima beffa di Monti

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di Alessandro Barcella

Milano è in questi giorni al centro di un durissimo braccio di ferro. Da un lato ci sono le imprese assicuratrici, che puntano a un intervento legislativo a proprio favore, dall’altro i consumatori e le associazioni di vittime.
Stiamo parlando della questione dei risarcimenti dovuti a chi subisce danni gravi in occasione di incidenti stradali, ma per estensione anche ai danni sul lavoro o per casi di malasanità.
E’ di queste ore il “tam tam” allarmato dell’associazionismo italiano: il Governo Monti starebbe per mettere mano ad un decreto che potrebbe ridurre quasi del 60% i risarcimenti alle vittime di incidenti stradali.
La questione è complessa e si riferisceai soli sinistri che comportino danni gravi, oltre i 9 punti di invalidità permanente e sino a 100.
E’ il “Codice delle Assicurazioni Private” che nel 2006 arriva a prevedere che vengano fissati parametri nazionali per il calcolo dei coefficienti, su cui basare i risarcimenti.

Precedenti tentativi
Ma una legge nazionale, da tempo invocata dalle parti per portare chiarezza sul tema, è a tutt’oggi ancora inesistente.
Ci provò il Governo Berlusconi nel 2011, con un testo simile al presunto nuovo decreto Monti ma meno “punitivo” sui risarcimenti.
Quel testo, tuttavia, venne bloccato per le fortissime resistenze di associazioni e Parlamento.
Seguì una mozione, che puntava nuovamente all’introduzione di un Decreto in materia. Altre riunioni al Ministero dello Sviluppo, altre polemiche: e ancora un nulla di fatto.
“Gli incidenti che comportavano microlesioni, sotto i nove punti di invalidità, erano già stati regolati con la normativa dell’indennizzo diretto, che tra l’altro riduceva a svantaggio delle vittime i risarcimenti”. Domenico Musicco è avvocato civilista e Presidente di Avisl, “Associazione vittime incidenti stradali, sul lavoro e malasanità”.
Da oltre 16 anni si occupa di tutela giudiziaria delle vittime di sinistri di varia natura, assistendoli anche penalmente nel caso intendano costituirsi parte civile. ”Il governo dei tecnici e dei banchieri ha deciso che la vita delle persone morte in un incidente stradale o vittime della malasanità non ha più valore – prosegue l’avvocato. La nuova tabella medico legale che sarebbe in queste ore in via di approvazione ridurrebbe gli importi per le vittime del 60%. Una decisione questa che contraddice la disposizione adottata dal Tribunale di Milano”.

La città generosa
Milano, appunto, perché sino ad oggi e in assenza di una normativa nazionale la consuetudine era quella di prendere a riferimento le tabelle pubblicate dall’Osservatorio sulla Giustizia Civile del Tribunale di Milano, ai fini della “quantificazione del danno biologico”. Tabelle aggiornate pochissimi giorni fa e che aumentano di un 5,6535% i risarcimenti, in linea con i mutati indici d’inflazione Istat. “Le tabelle di Milano sono sempre state le più alte d’Italia – spiega ancora l’avvocato – e sino ad oggi i giudici si sono orientati a tutela del bene primario della salute e verso risarcimenti decorosi per le vittime”.
Ma qualcosa in queste ore si sta muovendo, anche se non è ancora chiaro in che direzione.
Le ultimissime voci parlano di un congelamento del temuto decreto Monti, per ulteriori approfondimenti, ma non c’è al momento alcuna certezza.
Decreto incostituzionale
“Chiedamo al presidente Napolitano di non firmare questo decreto beffa – conclude Domenico Musicco – e come associazione Avisl agiremo in ogni sede per impedire che venga perpetrata questa vergogna giuridica e morale”.
Si profilano allora, nel caso in cui la legge passasse, iniziative volte a dimostrarne l’incostituzionalità o forme clamorose di protesta.
Non si ferma nel frattempo l’ecatombe di vittime e feriti gravi per le nostre strade.
Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza cita i dati dei sinistri che hanno visto coinvolti Polstrada e Carabinieri (80.092 nel 2012)). La statistica parla di un trend in miglioramento, con un -5,5% rispetto al 2011.
Non si può tuttavia trascurare un dato freddo quanto inequivocabile: quello dei 2068 morti e dei 58.752 feriti che ancora insanguinano il nostro Paese.