Il voto in Sicilia premia l’asse M5S-Pd. Avviso di sfratto per Musumeci. L’alleanza giallorossa esce rafforzata dalle urne. Movimento e dem uniti possono battere i sovranisti

Sicilia M5S Roccuzzo
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Clima di grande euforia in casa M5S: la tornata di amministrative che ieri e domenica hanno visto protagonisti gli elettori delle due Regioni autonome – Sardegna e Sicilia – è andata per i pentastellati decisamente meglio rispetto al resto del Paese. Nell’isola governata da Nello Musumeci in particolare l’alleanza giallorossa ha tenuto e bene.

Tanto che il sottosegretario alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, originario di Caltanissetta, è uno dei primi, nel pomeriggio di ieri ad esultare e parlare di imminente “sfratto” per il presidente sovranista: “Ad Alcamo, Favara e Caltagirone si va verso vittoria al primo turno – ha affermato – San Cataldo e Lentini al ballottaggio. Questo dimostra la grande capacità di fare sinergia sui territori e rafforzare passo dopo passo l’asse innanzitutto con il Pd e con altre forze di sinistra e civiche. Caltagirone è l’avviso di sfratto al governo Musumeci perché dimostra che la coalizione del M5S-Pd e forze di sinistra battono il centrodestra anche se unito”.

TEST PER IL FUTURO. Un appuntamento elettorale che, sebbene non abbia riguardato capoluoghi di provincia, ha chiamato comunque alle urne in 42 Comuni e oltre 568mila cittadini: (ha votato il 56,66 per cento degli elettori), si è trattato, dunque, di un test per assetti e alleanze politiche che da un lato ha anticipato di un anno il voto nelle grandi città (Palermo e Catania) e soprattutto la corsa alla presidenza della Regione, come ha sottolineato l’esponente del Movimento. A fargli eco il segretario dem che su Twitter Enrico Letta, che ha osserva come “I dati del primo turno delle elezioni tenutesi ieri e oggi (ieri e domenica, ndr) in vari comuni nelle due regioni amministrate dalla destra stanno confermando e rafforzando il quadro nazionale di domenica scorsa. Avanti!”.

A Caltagirone, grosso centro del catanese, tra i comuni più grandi al voto, il candidato sostenuto da centrosinistra, M5S e I cento passi – il movimento fondato dal presidente della commissione Antimafia dell’Ars, Claudio Fava, Fabio Roccuzzo (nella foto), ha prevalso al primo turno su Sergio Gruttadauria, candidato del centrodestra. Caltagirone, peraltro, è l’unico comune in cui le due coalizioni si sono presentate compatte: in extremis, infatti, anche il centrodestra ha trovato la quadra su Gruttadauria, già vicesindaco dell’uscente Gino Ioppolo, e soprattutto amico fidato del governatore Musumeci, che lo ha messo anche a coordinare il suo movimento Diventerà bellissima.

“I risultati del M5S in Sicilia raccontano due cose: la prima, e più importante, è che quando lavoriamo con intelligenza sul territorio continuiamo a essere una forza politica indispensabile al progresso di questa terra. La seconda, da non sottovalutare, è che quando le coalizioni con il centrosinistra si fanno in maniera intelligente e ponderata per il centrodestra non c’è scampo”, ha dichiarato l’Europarlamentare siciliano Dino Giarrusso. “In particolare, la vittoria a Caltagirone rivela quanto possiamo essere forti e quanto può essere importante unirci per mandare a casa Musumeci e le destre, che non hanno saputo fare assolutamente nulla alla guida della nostra regione e di molte altre città dell’isola”.

Si spinge oltre il segretario regionale del Pd Antony Barbagallo “Caltagirone è il modello da seguire in Sicilia”. A Vittoria, grosso centro agricolo ragusano, davanti la sinistra senza grillini – dovrebbe farcela a primo turno Francesco Aiello, 75 anni, ex Pci, già sindaco per sei volte e deputato regionale in tre legislature -, ad Alcamo (con l’uscente pentastellato Domenico Surdi) e a San Cataldo davanti il M5s senza Pd.