Zingaretti la spara grossa. E chiede ad Ama il miracolo. Firmata l’ordinanza per pulire Roma in 7 giorni

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Alla fine è arrivata davvero. Ci sono voluti giorni, un interminabile tira e molla, diversi incontri, ma da ieri l’ordinanza della Regione Lazio è realtà. E come molti si aspettavano non è stata affatto tenera con la municipalizzata dell’immondizia tanto che il testo, ad una semplice lettura, assomiglia ad un commissariamento mascherato di Ama. Del resto nell’atto, oltre agli obblighi, stringenti e tutt’altro che di semplice attuazione, sono state previste anche “sanzioni da concordare con il ministro dell’Ambiente”. Ma in un giorno che sa di svolta per il futuro e la salute degli abitanti di Roma anche la sindaca Virginia Raggi ha fatto il suo, annunciando a sorpresa l’ordinanza con cui ha ufficializzato il nuovo centro di interferenza di Saxa Rubra, nel quadrante Nord della Capitale, che dovrà gestire 300 tonnellate di rifiuti al giorno per un periodo complessivo di 180 giorni.

TRA SOGNI E REALTA’. Ma se l’atto firmato dalla prima cittadina grillina è di facile attuazione, non si può dire altrettanto per quello emanato dal Governatore Nicola Zingaretti. Infatti l’atto della Regione impone ad Ama di ripulire, da cima a fondo, la Capitale in non più di due settimane. Un termine temporale ritenuto irreale dalla Raggi secondo cui: “Per un mese ha voltato la faccia dall’altra parte fino a quando lo abbiamo costretto a fare questa ordinanza per sbloccare i siti dove portare i rifiuti. Zingaretti sfiora il ridicolo quando dice di ripulire la città in una settimana. La smetta di illudere i cittadini con false promesse. Sia serio”.

Ed effettivamente stando a quanto si vede facendo quattro passi in centro, per non parlare dell’impietoso spettacolo a cui si assiste in periferia, un termine tanto stringente sembra quanto meno complicato da rispettare. Specie per un’azienda che appare in difficoltà economica tanto che deve ancora approvare i discussi bilanci aziendali 2017 e 2018. Un aspetto ben noto alla Regione tanto che per sanare questa situazione, la stessa ordinanza fissa al prossimo 5 agosto la dead line passata la quale scatteranno le sanzioni. Quali è ancora tutto da dimostrare ma resta comunque il pesante ammonimento. Ma dietro al nodo sull’approvazione del bilancio, dovuto ad un contenzioso da 18 milioni tra Ama e Comune, viene vissuto dal Campidoglio come un’inaccettabile ingerenza nella gestione della città.

TAPPE FORZATE. Una cosa è certa, se l’ordinanza della Regione verrà rispettata saremo tutti felici. Il cronoprogramma imposto è estremamente dettagliato. Ama, da questa mattina e fino a domani, dovrà effettuare la pulizia e la raccolta nei siti sensibili ossia scuole, ospedali e altri luoghi pubblici. Il giorno successivo dovrà dotarsi di 300 nuovi cassonetti ed entro il 12 luglio la città dovrà essere linda e pulita. Ma c’è di più perché, nonostante le difficoltà economiche dell’azienda, alla municipalizzata romana viene chiesto anche di utilizzare “eventuali impianti mobili” sul modello del trito vagliatore di Ostia.

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di Gaetano Pedullà

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