Il 2018 l’anno del miglior risultato nelle attività di smantellamento delle centrali nucleari. Sogin verso un utile di 4-5 milioni. Desiata: “Per il deposito nazionale siamo pronti. Invitiamo la politica a procedere”

dalla Redazione
Economia

Un volume di attività di smantellamento (decommissioning) degli impianti nucleari per 80,4 milioni nel 2018 (+41% rispetto alla media storica 2010-202017), di cui 1,7 milioni di attività svolte direttamente dalla società. Si tratta del miglior risultato in termini economici da quando Sogin è stata costituita. E’ quanto è emerso dalla presentazione dei principali risultati di preconsuntivo 2018 dell società guidata da Luca Desiata. “E’ stato un anno molto positivo per l’azienda – ha detto lo stesso Ad – rispetto agli obiettivi che il Consiglio si era dato dal suo insediamento nel 2016. Il 2018, infatti, è stato per Sogin l’anno del miglior risultato nelle attività di decommissioning da quando la Società è stata costituita”. Sul fronte degli utili Desiata ha aggiunto che dalle prime stime sarà di 4-5 milioni di euro, “un utile positivo anche in miglioramento rispetto al 2017, sinonimo di una gestione sana con risultati positivi”.

“Abbiamo impresso una forte accelerazione alle attività – ha aggiunto Desiata -, perseguito l’efficienza operativa e ottenuto una significativa riduzione dei costi il tutto incrementando le commesse verso terzi e sviluppando politiche gestionali per valorizzare i talenti e le parità di genere, con la nomina di 3 direttori donna. Ora il decommissioning nucleare è pronto a entrare nella sua fase cruciale con lo smantellamento dei reattori”.  Con i tempi, ha spiegato ancora Desiata parlando della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, “siamo al limite”.

“Se eravamo al limite a dicembre – ha aggiunto – oggi siamo ancora più al limite. Se arriva il nulla osta in tempi rapidi noi partiamo subito”. “Serve l’atto dei ministeri competenti, Mise e ministero dell’Ambiente – ha proseguito l’Ad – il deposito è importante proprio per la tutela dell’ambiente. Cogliamo l’occasione per invitare la politica a procedere. Nel momento in cui dovesse arrivare il nulla osta partiremmo subito, servono due anni dalla pubblicazione della Cnapi per individuare il territorio”.

Si conferma nel 2018 il trend di riduzione strutturale del personale del gruppo: al 31 dicembre l’organico di Sogin è di 1.173 dipendenti rispetto alle 1.296 unità del 2016 (-9,5%). E’ proseguita, inoltre, la politica di riduzione dei costi avviata nel 2016 dall’attuale Governance. I costi di esercizio lo scorso anno sono ammontati a circa 125 milioni, con un -11% rispetto ai 140,5 milioni di picco del 2015. “Non abbiamo portato nessun manager di fiducia dall’esterno – ha detto ancora Desiata – e c’è stata una forte operazione di efficientamento che adesso si conclude e ci aspettiamo una stabilizzazione nei prossimi anni”.

Nel corso del 2018 la societè si è impegnata anche nell’implementazione di una strategia di riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività di decommissioning. Tale strategia basata sulla minimizzazione dei rifiuti dei consumi energetici, il riciclo dei materiali prodotti dagli smantellamenti e il riutilizzo di edifici d’impianto per non costruirne di nuovi in un’ottica di economia circolare. Parte la terza edizione di Open Gate, l’evento di Sogin che permetterà a 3.000 cittadini di visitare, nel fine settimana del 13 e 14 aprile, le quattro centrali nucleari in dismissione di Trino (Vercelli), Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano (Caserta).

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