A Roma candidati in alto mare. La fronda delle primarie tra Fratelli d’Italia. Rivolta contro un’investitura dall’alto della Meloni

di Lapo Mazzei
Politica

di Lapo Mazzei

Nell’agenda politica legata alle amministrative c’è un appuntamento ancora privo di data. Nonostante la posta in palio, Milano, Roma, Napoli solo per citare le piazze più importanti,  il vertice a tre, Berlusconi-Meloni-Salvini, per fare il punto sui candidati sindaco e sulla campagna elettorale è ancora un’ipotesi. E dire che ieri ricorreva l’anniversario della famosa “discesa in campo”. Nel carnet dell’ex premier non c’era nessuna cena o iniziativa per celebrare i 22 anni in campo. Anche perché, fanno notare, Berlusconi ha già festeggiato sabato sera scorso la nascita di Forza Italia nel ‘94 con i giovani del movimento azzurro lombardo in un ristorante di Arcore. Insomma, meglio i giovani dei colleghi leader. Con i quali, a dire il vero, ha più motivi di contrasto che punti d’intesa. E se Salvini può comunque contare sui sondaggi, la Meloni rischia di spiaggiarsi ancor prima di prendere il largo, finendo per essere impallinata dai dirigenti del suo stesso partito. Con un colpo a sorpresa una ventina di dirigenti di Fratelli d’Italia, aderenti al movimento Azione Nazionale, hanno inviato una missiva all’ex ministro della Gioventù con la quale chiedono senza mezzi termini primarie subito e senza paletti “perché Fratelli d’Italia nasce sul mito delle primarie e perché più volte in questi anni i suoi rappresentanti, a partire dal suo leader, hanno urlato che i candidati non li decidono le segreterie o i tavolini a Palazzo Grazioli o Via Bellerio, ma il popolo sovrano”. Un colpo secco che lascia tutti a con le spalle al muro. “Siamo rimasti letteralmente a bocca aperta davanti alle interviste di Fabio Rampelli”, deputato di Fdi e “inventore” del partito, “e alle dichiarazioni della Meloni che, di fronte ad un’evidente vittoria delle loro e nostre ragioni, si sono affrettati a riempire di “se” e “ma” i giornali d’Italia. Primarie “se” si fanno ovunque, primarie “ma” senza qualcuno, primarie “ma” a qualcuno non servono, primarie “se” non si candida Tizio o Caio”. Insomma, per la Meloni è arrivato davvero il momento di decidere cosa vuol fare da grande.