Accuse pretestuose sulla Raggi. Dopo tre anni i poteri forti rivogliono il Campidoglio

Il biglietto dโ€™auguri piรน affettuoso glielโ€™ha recapitato Il Messaggero, il giornale di Roma che non lโ€™ha mai amata, ma che da ieri รจ ufficialmente un organo dโ€™informazione nemico della sindaca Virginia Raggi. A ricordarsi dei tre anni di amministrazione della sindaca piรน odiata dalla criminalitร  e dai comitati dโ€™affari, sono stati perรฒ anche altri, a cominciare da Matteo Salvini ormai โ€œsparatissimoโ€ nella campagna elettorale per prendersi il Campidoglio, fino allโ€™ex ministra di Forza Italia Mara Carfagna, primo proponente di un commissario di Governo per sfrattare topi e gabbiani, malgrado siano residenti fissi dai tempi di Romolo e Remo.

Accusata di inerzia e incapacitร , la prima cittadina ha risposto su Facebook, squarciando il velo dโ€™ipocrisia di chi se cโ€™era dormiva quando la cittร  affondava nel degrado, e per di piรน si creava un immenso debito senza nemmeno affrontare i problemi. Ora, come i nostri lettori sanno bene, La Notizia รจ un quotidiano che non ha editori con le mani in pasta nei business della cittร  o che sono ancora offesi per il no alle Olimpiadi, e non deve sostenere scalate politiche. Per questo possiamo guardare senza preconcetti al lavoro di questi tre anni, e senza negare alcuni importanti errori non arriviamo affatto alle conclusioni del giornale di via del Tritone, forse non a caso ieri letteralmente sommerso dagli insulti sui social network. Sui rifiuti, i trasporti e il ripristino della legalitร  questi tre anni sono stati rivoluzionari.

Per chi non ha trovato traccia sullโ€™edizione di ieri del Messaggero ricordiamo che prima avevamo un re incontrastato del trattamento dei rifiuti, il signor Manlio Cerroni, padrone di Malagrotta, la piรน grande discarica dโ€™Europa, al quale proprio lโ€™editore del giornale che attacca la Raggi, lโ€™ingegner Franco Caltagirone, voleva contendere lo scandaloso monopolio, tanto da voler spingere verso il business dei rifiuti lโ€™Acea di cui era diventato grande azionista. Poi Cerroni รจ finito in mezzo alle inchieste giudiziarie e Caltagirone ha dato via le sue azioni dellโ€™utility capitolina, dove da qualche tempo – guarda la coincidenza! – ha cominciato a ricomprare titoli, evidentemente nella prospettiva di affari futuri.

La Raggi intanto che ha fatto? Ha imposto a Cerroni un contratto per la raccolta dei rifiuti e oggi – ma guarda che altra coincidenza! – dobbiamo tenere lโ€™esercito a guardia dellโ€™impianto di trattamento di Rocca Cencia, dopo due stranissimi incendi che hanno pregiudicato lo smaltimento della spazzatura, per non parlare di oltre 600 cassonetti bruciati.

UNA FORESTA CHE CRESCE. Sul piano dei trasporti, lโ€™azienda degli autobus, lโ€™Atac, si portava dietro un debito superiore allโ€™Alitalia. Si รจ avviato per la prima volta nella sua storia un concordato, cioรจ lโ€™ultima e piรน faticosa azione per impedire allโ€™azienda di non fallire, lasciando tutti a piedi, romani e turisti. Persino piรน compromessa era la legalitร  allโ€™interno della gigantesca macchina comunale, dove ai fornitori servivano piรน che altro amici buoni, visto che gli affidamenti diretti andavano di moda, in attesa delle gare. Cosรฌ la corruzione era diventata lo stile della casa, come ci ha fatto vedere chiaramente lโ€™inchiesta su Mafia Capitale.

Le cose su cui si รจ agito, dunque, sono state profonde, alla base dei problemi che si trascinano da decenni. I romani possono essere contenti? No, perchรฉ gli effetti in superficie non si vedono, ma unโ€™analisi priva di condizionamenti editoriali e politici non puรฒ ignorare che un albero che cade fa piรน rumore di una foresta che cresce, e mentre รจ facile fermarsi ad osservare quello che non funziona si perdono di vista i cambiamenti strutturali, quelli piรน ingrati ma senza i quali tra dieci anni saremo ancora qui a dirci che le strade hanno le buche e al Comune rubano tutti.