Scampata la farsa. Evitate per un pelo misure talmente strampalate che avrebbero contribuito ad aggiungere confusione a confusione

Il muro di M5S e Lega ha evitato che il nuovo decreto anti-Covid varato ieri dal premier Draghi degenerasse in farsa.

Almeno un problema Draghi lo ha risolto alla grande. Abolendo di fatto le tanto vituperate conferenze stampa notturne di Conte che aveva il brutto vizio di mettere sempre la faccia sui provvedimenti che adottava. Presentandosi ogni volta davanti agli italiani a spiegare i come e i perché.

DRAGHI RICEVE IL PREMIER LIBICO

Così, anche ieri, il premier che aspira al Quirinale se l’è data a gambe di fronte all’ennesimo decreto Covid (leggi l’articolo) che, va detto, il muro di M5S e Lega ha evitato che degenerasse in farsa. Motivo? Nella bozza circolata prima del Consiglio dei ministri era previsto che dal 20 gennaio al 31 marzo 2022, data di scadenza dello stato d’emergenza, sarebbe stato consentito esclusivamente ai soggetti in possesso di Super Green Pass, quindi ai soli vaccinati e guariti, l’accesso ai “servizi alla persona”.

Dal primo febbraio, e sempre fino al 31 marzo, la certificazione verde sarebbe stata richiesta pure per accedere ai “pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali, fatte salve quelle necessarie per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona”.

Ora, almeno che qualcuno si rechi abitualmente alle poste, in banca o magari all’Agenzia delle entrate giusto per passare il tempo, sfugge quali altre ragioni, diverse dal “soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie”, dovrebbero spingere chicchessia ad andarci (peraltro ormai il grosso delle operazioni si può fare online).

Quanto al parrucchiere o all’estetista (“servizi alla persona”) aspettare un paio di mesi per tornarci non sarebbe poi un gran danno (se non per i parrucchieri e gli estetisti). Mentre per le “attività commerciali” è evidente che le misure non avrebbero impedito al non vaccinato di fare la spesa al supermercato, almeno che il governo ritenga che mangiare non rientri tra le “esigenze essenziali e primarie”.

Insomma, misure talmente strampalate che avrebbero contribuito ad aggiungere confusione a confusione. Ma ad una cosa almeno sono servite. A chiarire l’avversione di Draghi alle conferenze stampa. Spiegare un simile provvedimento ai cittadini, restando serio, sarebbe stato un miracolo impossibile persino per lui.

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