Acea mette in mostra la sua storia. L’utility romana festeggia i 110 anni dalla fondazione. E da qui punta a un futuro più green e sostenibile

di Carola Olmi
Cronaca

Dal telegramma con i risultati del referendum (20 settembre 1909), voluto dall’allora sindaco di Roma, Ernesto Nathan, per municipalizzare la luce, alle illuminazioni realizzate per i XVII Giochi olimpici fino al Giubileo del 2000. Si apre oggi nella centrale Montemartini, prima centrale elettrica pubblica di Roma, la mostra “1909-2019. 110 anni di luce. Acea e Roma”. Una rassegna di documenti originali, foto e filmati che raccontano la storia dell’elettrificazione di Roma. L’esposizione – che sarà aperta al pubblico fino al 26 gennaio – è stata presentata ieri dalla presidente dell’utility capitolina, Michaela Castelli, insieme all’Ad Stefano Donnarumma (nella foto), al vicesindaco di Roma Luca Bergamo, alla Sovrintendente Capitolina ai Beni Culturali Maria Vittoria Marini Clarelli e al curatore della mostra Alessandro Nicosia.

“Acea compie 110 anni dalla sua nascita e da quando inizia l’elettrificazione di Roma: un atto di grande modernizzazione”, ha sottolineato Donnarumma. Dietro il semplice gesto dell’accensione delle luci in casa c’è un mondo: quello romano è uno dei più grandi impianti cittadini del mondo, con quasi 30mila km di rete, su vari livelli di tensioni. Un’opera avviata 110 anni e che oggi vede la rete elettrica di Roma tra quelle meglio realizzate e gestite del mondo, e che sta costruendo la base per la realizzazione di una vera smart city, una città moderna che con la tecnologia facilita la vita di tutti i giorni. Acea – ha sempre ricordato Donnarumma – sta facendo questa crescita con un piano industriale importantissimo, che nei prossimi 3/4 anni prevede una spesa superiore a un miliardo di euro solo per l’attività sulla rete elettrica, e superiore ai 4 miliardi per tutto il resto delle attività. Il vicesindaco Bergamo ha voluto sottolineare invece il valore del servizio pubblico.

“Città moderna – ha detto – significa che lo sviluppo si porta dietro sia una dimensione di innovazione sia di costruzione di diritti fondamentali. Portare acqua e luce alle persone significa fare vivere meglio persone. La storia di Acea è un esempio di sviluppo industriale coniugato a quello sociale. La sua sfida costante all’innovazione, lo sguardo al futuro e alla sostenibilità la definisce come uno dei pilastri industriali strategici di Roma. Oggi celebriamo i suoi 110 anni, e diciamo lunga vita ad Acea”. La progettualità espositiva si sviluppa in tredici isole, tra cui spiccano, ad esempio, quelle dedicate alle grandi illuminazioni in occasione dei maggiori eventi dell’ultimo secolo, come le Olimpiadi del 1960 o il Giubileo, e quella dedicata all’illuminazione artistica e monumentale, con i numerosi interventi che si sono succeduti negli anni.

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