Ad Arezzo ammesse oltre duemila parti civili al processo per il crac di Banca Etruria. Sono quasi tutti correntisti che hanno perso i loro risparmi

dalla Redazione
Cronaca

Sono oltre duemila le parti civili ammesse al processo con rito ordinario per il crac di Banca Etruria. E’ quanto ha deciso il collegio del Tribunale di Arezzo, presieduto dal giudice Gianni Fruganti, al termine della terza udienza svoltasi oggi nel capoluogo toscano. Tra le parti civili ammesse, quasi tutti ex detentori di obbligazioni subordinate, anche il Comune di Arezzo e quella di Lidia Di Marcantonio, vedova di Luigino D’Angelo, il risparmiatore di Civitavecchia che si tolse la vita il 28 novembre 2015 dopo aver affidato 110 mila euro alla filiale locale della Banca popolare dell’Etruria e del Lazio. Venticinque gli imputati chiamati a rispondere del default dell’ex istituto di credito aretino.