Addio ad Armando Cossutta. Se ne va a 89 anni il più filosovietico dei comunisti italiani

Armando Cossutta se n’è andato ieri pomeriggio all’ospedale San Camillo di Roma. Lo storico dirigente del Pci aveva 89 anni. Definito da sempre il più filosovietico dei comunisti italiani, fondatore di Rifondazione comunista dopo la trasformazione del Pci e poi del partito dei comunisti italiani. Era lui a curare i rapporti diretti con Mosca ed era iscritto al partito dal 1943 dopo aver partecipato alla resistenza nelle brigate Garibaldi.

Fu segretario del Pci milanese e lombardo, per entrare poi in Parlamento nel 1972, restandovi fino al 2006.  Nel 1981 si oppose alla linea revisionista del segretario Berlinguer, che aveva affermato che la “spinta propulsiva” della Rivoluzione d’Ottobre si era esaurita, tentando di sganciare il PCI dai suoi rapporti storici con i regimi comunisti del blocco sovietico. Negli anni a seguire manifestò tutta la propria contrarietà allo scioglimento del partito comunista e nel 1991 fondò il Movimento per la Rifondazione Comunista con Sergio Garavini, Lucio Libertini ed altri. Nel dicembre, sempre del 1991, si unì a Democrazia Proletaria formando il Partito della Rifondazione Comunista, di cui fu presidente.Poi occorre arrivare al 1998 per lo strappo dall’allora segretario Fausto Bertinotti. Cossutta non diede la fiducia al governo nuovo uscendo dal partito e fondando il Partito dei Comunisti Italiani (PdCI), con Oliviero Diliberto e Marco Rizzo. Storia che proseguì fino al 2006 quando decise di uscire dalla vita politica attiva.