Aiutino francese a mamma Rai. Il gruppo Bnp Paribas rileva crediti Iva di viale Mazzini per 13,4 milioni. L’anno scorso ci aveva pensato Intesa

di Stefano Sansonetti
Economia

di Stefano Sansonetti

Dalla Francia arriva una bella boccata d’ossigeno per mamma Rai. Dopo mesi di ricerca, infatti, proprio nei giorni scorsi il gruppo di viale Mazzini è riuscito a trovare una banca a cui vendere crediti Iva del valore di 13,4 milioni di euro. La procedura era cominciata nel luglio scorso, nella fase finale della gestione di Luigi Gubitosi. Adesso, con Antonio Campo Dall’Orto sulla tolda di comando, il percorso si è concluso. Ebbene, il pacchetto di crediti Iva in questione, riferiti all’anno d’imposta 2013, sono stati rilevati da International Factors Italia, società di factoring appartenente al gruppo francese Bnp Paribas. Secondo i documenti del bando pubblicato all’epoca dall’azienda Tv, adesso la società acquirente “metterà a disposizione della Rai l’intero valore nominale del credito, fatto salvo il pagamento da parte della Rai di una commissione di cessione”. Che poi, a ben vedere, questa iniziativa è la seconda del genere nella recente storia della Rai. Già nel 2013, infatti, l’azienda di viale Mazzini aveva messo sul mercato un altro pacchetto di crediti Iva, stavolta a valere sull’anno d’imposta 2012, per un ammontare complessivo di 41 milioni di euro. A rilevarli, come comunicato all’epoca dalla società, è stata Mediofactoring (ora incorporata in Mediocredito Italiano), società di factoring del gruppo Intesa Sanpaolo. Un bel po’ di linfa, di cui a distanza di poco più di un anno la Rai ha avuto di nuovo bisogno. Del resto viale Mazzini, seppur uscita dal tunnel del terribile rosso di bilancio messo a segno del 2012 (perdita di 246 milioni di euro), è comunque alla prese con un difficile percorso di recupero delle performance economiche. Dopo il 2013, chiuso con un utile di gruppo di 5,3 milioni di euro, il risultato del 2014 è ulteriormente migliorato raggiungendo i 57,9 milioni. Ma in questo caso c’è stato l’effetto decisivo della plusvalenza di 228 milioni incassata per la cessione sul mercato del 34,9% delle torri di Rai Way. Operazione, quest’ultima, che sia è resa necessaria anche per bilanciare i 150 milioni in meno di canone tv che il Tesoro non ha girato a viale Mazzini. Anche se, su quest’ultimo punto, ora grandi aspettative sono riposte nel canone tv che dovrà essere pagato in bolletta.

Twitter: @SSansonetti